Governo Letta: niente accordo, salta la legge anti-lobby

I ministri Quagliariello e De Girolamo in prima fila contro il tetto alle donazioni per i politici


Niente di fatto per la legge che avrebbe dovuto regolamentare l'attività dei lobbisti nei confronti della politica. A fermare tutto è stato un duro scontro in consiglio dei ministri, riporta Repubblica: da una parte il premier Letta e il sottosegretario Patroni Griffi, che hanno puntato molto sul disegno di legge, e dall'altra i ministri Pdl Quagliariello e De Girolamo, che si sono messi di traverso fino a ottenere uno stop del progetto. E anche i ministri Franceschini e Cancellieri hanno espresso dubbi sul testo messo a punto dal segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Garofoli e dal docente di teorie e tecniche del lobbying Pierluigi Petrillo.

La legge prevedeva alcuni punti che non sono piaciuti ai ministri: il primo riguarda un tetto di 150 euro per i contributi che un lobbista può versare ai "decisori pubblici" (parlamentari ed esponenti di governo nazionale e locale), il secondo l'obbligo per il cosiddetto decisore di stilare un rapporto annuale pubblico sugli incontri con i lobbisti. Già sulla prima stesura del ddl c'era stata maretta, e alla fine si era arrivato a un accordo escludendo dalla legge i parlamentari – per i quali ci dovrebbe essere una legge ad hoc –, ora invece c'è stato uno stop che rischia di essere definitivo.

Particolarmente dura, secondo le cronache riportate dalla stampa, la posizione di Gaetano Quagliariello e Nunzia De Girolamo: il primo avrebbe parlato di "declino dell'Occidente" e "imbarbarimento della politica", a proposito dei contenuti della legge, mentre la seconda si sarebbe soffermata sul tetto di 150 euro dicendo:

Voi siete pazzi, già viene abolito il finanziamento pubblico dei partiti. Come pensate che si possano sostenere le campagne elettorali? In questo modo non potremo più avere un soldo

Anche se in realtà non si tratta solo di soldi ma anche di beni "in natura" come biglietti per eventi sportivi, biglietti aerei e per i concerti.

Per evitare la figuraccia, il governo ha deciso di temporeggiare delegando al ministro per gli Affari Europei Moavero Milanesi di verificare la compatibilità del ddl con le norme internazionali. Peccato che basti fare una breve verifica per accertarsi che la legge stoppata in Cdm è quasi identica a quelle analoghe che da anni regolano l'attività di lobbying in Usa, Gran Bretagna, Francia e Ue. Il vero dubbio a questo punto è se il ddl tornerà mai in Cdm.

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