Primarie del Pd a Palermo, candidati e programmi

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Il 26 febbraio si votano a Palermo le primarie del Partito Democratico per indicare il candidato sindaco del centro-sinistra. Quelle che dovevano essere primarie di coalizione aperte a Sel e Idv si sono di fatto trasformate in elezioni che riguardano solo i Democratici: l'Italia dei Valori, che doveva candidare l'ex sindaco Leoluca Orlando, si è ritirata dalla competizione e a meno di ripensamenti andrà direttamente al primo turno, mentre il partito di Vendola appoggia la candidata della segreteria nazionale del Pd Rita Borsellino, contraria ad un'alleanza con il Terzo Polo.

Candidatura ritirata anche per il consigliere comunale Antonella Monastra, mentre è notizia recente l'ingresso nell'arena delle primarie di Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale Idv vicino alla rottura col suo partito, visto come il candidato del Pd regionale per intralciare la marcia della Borsellino con un giovane che apre decisamente all'alleanza col Terzo Polo.

Tra polemiche incrociate, ritiri di candidatura e new entry adesso le primarie vedono in corsa quattro candidati: Rita Borsellino, Davide Faraone, Ninni Terminelli, Fabrizio Ferrandelli.

La candidatura forte è quella di Rita Borsellino.

«Ho deciso di candidarmi per dare dignità alla mia città, per costruire un progetto che parta dalle palermitane e dai palermitani. Ribadisco il mio no agli accordi di partito con il Terzo Polo. Il mio è un patto con gli elettori. La mia storia è sempre stata libera da etichettature, all'interno di un progetto politico che mira all'unità del centrosinistra attraverso le primarie e un programma partecipato. Il mio programma sarà costruito attraverso i cantieri. Ovviamente, il primo passo sarà scoprire il reale dissesto delle casse del Comune, sul quale sto già lavorando. Fatto questo, si dovrà operare in una duplice direzione, tagliando gli sprechi e rilanciando lo sviluppo, anche attraverso le riforme a costo zero, cui daremo un peso centrale nell'elaborazione del programma».

Davide Faraone è il candidato espressione dei "rottamatori" del sindaco di Firenze Matteo Renzi.

"Palermo da 10 anni, per colpa di un'amministrazione di centrodestra sorda, cieca e senza cuore, ha conosciuto solo cose brutte: l'immondizia, gli asili nido chiusi, il traffico, il festino piccolo piccolo, i giovani senza futuro e gli anziani e i disabili senza presente. Voglio che Palermo diventi bella e voglio chiedere ai palermitani quali sarebbero le prime cose belle che farebbero da sindaco. Palermo nel 2012 sarà la capitale europea dell’Innovazione e da Commodore 64 si trasformerà in Ipad: wi-fi libero e gratuito in 25 piazze della città; un sito del Comune che diventi un social network; una pen drive 'e-friend' per ogni cittadino per richiedere da casa i certificati; un sistema telematico che consenta di abolire la carta; l'utilizzo di software open source in ogni ufficio per abbattere i costi e il telerilevamento computerizzato per contrastare le illegalità, Pec, firma digitale e finalmente l’anello telematico".

Fabrizio Ferrandelli è il candidato di chi, e sono in maggioranza nel Pd regionale, vede come imprescindibile un'alleanza con il Terzo Polo, ma lui ci tiene a sottolineare l'appartenenza alla società civile.

"Resto il candidato della società civile, il candidato del polo civico che va costituendosi e crede nel cambiamento. I miei 31 anni mi impongono di non avere un'idea di chiusura né di divisioni. Io ho idee progettuali forti e non ideologie. Chiedo a tutte le compagini politiche, da Orlando a Cracolici, dalla Borsellino a Terminelli, nessuno escluso, di appoggiare questo percorso per concretizzare quel cambiamento che tutti auspichiamo. Non è più tempo di snobismi politici. Bisogna aprire una nuova stagione, lavorare per creare una nuova epoca, costituire un gruppo unico ed un progetto unito che abbia la forza di sostenere una candidatura per il bene della città. Da più mondi ho ricevuto l'invito a partecipare alle primarie, a quelle stesse primarie in cui ho sempre creduto quale strumento di politica partecipativa e di cui sono stato promotore sin dalla costituzione del tavolo di Per Palermo è ora. La decisione di correre direttamente al primo turno era scaturita a seguito del fallimento del tavolo delle primarie".

Infine Ninni Terminelli, consigliere comunale del Pd che sul suo sito racconta in dieci punti il suo programma.

1 ) Servizi pubblici puntuali che garantiscano ai cittadini spostamenti certi, come in ogni città europea;

2 ) La chiusura del centro della città per valorizzare le nostre risorse storico-monumentali e consegnare ai cittadini uno spazio di libertà fruibile;

3 ) La risorsa scuola tutelata ed al centro del cambiamento sociale. Una scuola che funziona vale più di un commissariato di polizia che reprime. Oggi la scuola, a Palermo, è assediata, vandalizzata. Va difesa e rafforzata per sostenere il suo ruolo, motore di ogni processo di liberazione e libertà, utilizzando anche le risorse private;

4 ) La risorsa turismo deve diventare un modello di sviluppo. Guardiamo a Barcellona, a Parigi. Abbiamo bellezze straordinarie! E’ impensabile che il turismo non sia a Palermo una straordinaria macchina per lo sviluppo;

5 ) Un prestito d’onore comunale che permetta alle nuove generazioni di potere puntare sul proprio talento e la propria intelligenza;

6 ) Un moderno utilizzo dei beni confiscati alla mafia che restituisca alla comunità il mal subito dalla mafia, promuovendo sviluppo sociale e culturale;

7 ) Servizi sociali rinnovati che lottino contro le povertà e le emergenze sociali, sancendo un nuovo patto con il terzo settore;

8 ) Un nuovo ruolo per la cultura, desertificata in questi anni, a cominciare dai nostri teatri e dalle mille espressioni spontanee. Spazi dove la cultura possa esprimersi, piazze periodicamente offerte agli artisti. Un ruolo ai nostri talenti in giro per il mondo;

9) Una Palermo finalmente pulita anche grazie ad una nuova concezioni delle società partecipate, riunite in una unica holding di servizi;

10) Un nuovo cimitero per porre fine all’inciviltà di questi anni che ha colpito le famiglie palermitane

Manca più di un mese al 26 febbraio, e vista l'agitazione e la tensione che regna attorno a queste primarie è difficile che le cose non cambino ancora.

Foto | ©TMNews

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