Pdl in "picchiata". Santanchè: "Senza la Lega, il 15% è un miracolo!"

Tira una brutta aria fra la Lega e il Pdl. Il neo capogruppo del Carroccio alla Camera Gian Paolo Dozzo picchia duro su Affaritaliani.it: “Alle amministrative la Lega andrà da sola. L’alleanza con Berlusconi è finita”. Chissà. Mai dire mai.

La minaccia di Bossi di fare saltare Formigoni potrebbe spingere il governatore ciellino a un rimpasto per offrire ancora più potere al partito del Senatur. Tutto sta a vedere se gli ultimatum di Bossi sono tattici o strategici, se cioè le minacce servono per portare a casa più poltrone o se invece si ritiene oramai il Pdl una zavorra incancrenita da lasciare al suo destino.

Nell’ultima riunione (a porte chiuse) dei vertici del Pdl lombardo con molti big nazionali aleggiava il clima della disfatta annunciata, con dirigenti che in poche settimane sono passati dall’euforia sbracata dei bei tempi del Cavaliere a Palazzo Chigi alle attuali facce “da morto”.

Il Pdl precipita nei sondaggi nazionali: è oggi dato al 23%, una debacle che non accenna a fermarsi. E’ per questo che nel meeting di Milano di cui sopra, l’arroganza e la sicumera di molti esponenti del partito del Cavaliere si è trasformata in insicurezza e forte preoccupazione di aver imboccato un vicolo cieco.

L’appuntamento delle amministrative di maggio fa accapponare la pelle, tanto che Daniela Santanchè lancia l’allarme e sbotta: “Non possiamo continuare così, senza la Lega se arriviamo al 15% è un miracolo”. Addirittura Lombardia e Veneto rischiano di più: se non si chiudono accordi con il Carroccio al primo turno, il pericolo che il Pdl non raggiunga il ballottaggio è davvero reale.

Tutti si appellano a Berlusconi. Ma il Cavaliere non batte ciglio. Per ora. Pdl nel classico “cul de sac”?

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