Expo 2015: emergenza, un grande evento

L'esposizione mondiale che si terrà fra due anni a Milano, gestita con la logica dell'emergenza e del "grande evento". Come ai vecchi tempi di Berlusconi e Bertolaso.

Expo 2015, presentato oggi come una grande opportunità per il Paese da Enrico Letta e Giorgio Napolitano, viene invece criticato da Beppe Grillo.

Ora, uno dirà: possibile che Beppe Grillo debba sempre criticare tutto? Possibile che non gli vada bene nemmeno l'Expo? Il punto è che, tanto per cominciare, bisognerebbe sempre essere in grado di discernere il merito di una critica da chi la muove.

Grillo, nel post pubblicato sul suo blog, contesta la gestione "emergenziale" dell'esposizione universale:

«Dal 26 giugno, per effetto dell'approvazione di questo decreto, portato alla Camera 24 ore prima del voto perché nessuno potesse vagliarlo, sono entrati in vigore anche i rincari del 10% delle marche da bollo. Una delle "emergenze" finanziate con l'aumento dei bolli è l'Expo 2015 di Milano. Un'emergenza per chi? Per la CMC di Ravenna, la coop rossa vincitrice del primo appalto di Expo subito messo sotto inchiesta per turbativa d'asta e che oggi "festeggia" l'apertura della prima strada realizzata nel cantiere. Un'emergenza per Letta e Napolitano che oggi sono a Monza per partecipare a "Verso Expo 2015". Un'emergenza per loro, per il partito unico pdl-pdmenoelle, ma non per i cittadini che possono solo continuare a pagare».

Emergenza Grande Evento Expo 2015

C'è del senso, nella critica. Perché, lo vedete anche nell'immagine che riporta l'articolo del Dl cosiddetto "emergenze", relativo all'Expo.

Vi si ratifica il senso di grande evento e si allargano le maglie del patto di stabilità.

Semplifichiamo: se un comune decidesse di sforare il patto di stabilità per mettere in sicurezza una scuola, non potrebbe farlo. Ma se decidesse di sforare per un'opera connessa all'Expo, allora sì.

Ora, capite bene che qui non è questione di essere pro o contro Grillo. Qui è questione di buon senso. La logica dei grandi eventi ha prodotto mostri come i Mondiali di Nuoto di Roma, come i Mondiali di Ciclismo di Varese, come il G8 della Maddalena poi spostato all'Aquila: situazioni gestite con poteri commissariali e deroghe, proprio come le catastrofi naturali. Situazioni che hanno aperto enormi voragini nel normale ordinamento democratico del Paese, generando dei veri e propri "vuoti" legislativi.

Expo 2015 sembra proprio essere gestito con la medesima strategia. Emergenza: è tornata la logica dei grandi eventi.

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