Impazza Prism, Le Monde: "Il Parlamento europeo usa telefoni americani"

Dubbi sulla sicurezza di alcune dotazioni tecniche della culla della democrazia comunitaria europea.

Potrebbe sembrare un controsenso, eppure... come tanti altre incoerenze è in realtà un fatto, che salta agli onori della cronaca per ovvi parallelismi dettati dagli ultimi accadimenti in fatto di datagate. Si tratta della recente dotazione tecnologica destinata all'insieme del personale del Parlamento europeo di Strasburgo e Bruxelles, deputati compresi naturalmente. In pratica un sistema di telefonia ultramoderno e di fabbricazione americana, costato 2,3 milioni di euro, che fa discutere, rimandando immediatamente alle dichiarazioni di Edward Snowden in merito alla particolare attenzione dimostrata dall'agenzia di sicurezza statunitense NSA nei confronti delle istituzioni della cara vecchia Europa.
La segnalazione arriva ancora da Le Monde, già schierato in prima linea con le rivelazioni del presunto Prism à la française e porta la firma di Jean-Pierre Stroobants, dell'ufficio di Bruxelles, che parla di un lotto risalente dalla gara d'appalto denominata:

Telsis lot 2, pubblicata il 9 aprile 2011 e vinta dalla filiale belga di British Telecom (BT) per la quale "è stato dimostrato che la soluzione più vantaggiosa" per la dotazione era quella dell'impresa californiana Cisco, uno dei leader mondiali del mercato della telefonia su rete IP, compreso l'Internet Protocol.

Il problema potrebbe risiedere nei dati scambiati verso l'esterno, per i quali i membri del Parlamento utilizzano reti pubbliche protette dalle misure di sicurezza dei fornitori, un punto piuttosto spinoso dato che, se Cisco ha tenuto a negare via comunicato stampa pubblicato il 19 giugno scorso, ogni partecipazione alle operazioni di sorveglianza, una dozzina di giorni prima The Guardian l'aveva citato tra i fornitori di routeurs il cui traffico-dati risultava immediatamente sfruttabile dai servizi di spionaggio.
Che si sia aperto un nuovo vaso di Pandora?

Foto by FREDERICK FLORIN/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | lemonde.fr/europe

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