Maurizio Gasparri, governo Letta con «nullità comuniste di seconda fila»

Dopo Brunetta, ancora esternazioni contro alcune figure del governo Letta. Questa volta tocca a Gasparri

Maurizio Gasparri getta benzina sul fuoco che brucia ogni giorno un po' di più la credibilità del governo Letta e delle larghe intese.

Lo fa sparando a zero su alcune figure (che non nomina) che fanno parte del governo:

«Nonostante mi pare che in ruoli marginali ne facciano parte perfino nullità comuniste di seconda fila, non tifo per la crisi di governo».

Lo fa lanciando la pietra e poi nascondendo la mano. Ovvero: i comunisti ci sono, ma a me sta bene che il governo sopravviva. Poi attacca ancora Saccomanni, dando anche per scontato che l'incarico del Ministro dell'Economia sia a termine:

«E proprio per questo con lealtà ho dato voce al pensiero diffuso relativo all’inadeguata guida del ministero dell’Economia. E’ una tesi trasversale e ampiamente condivisa. Capisco le scontate difese d’ufficio e affido il tema alla riflessione di tutti. Tanto prima o poi a un cambio si arriverà»

Maurizio Gasparri con Fabrizio Cicchitto

E ancora:

«Poiché ritengo giusto che il governo Letta si dia obiettivi di medio periodo (presidenza italiana Ue, Expo 2015, riforme istituzionali, attacco al debito pubblico) sarebbe bene evitare gestioni grige e burocratiche. E consiglio ad altri ministri rampanti di cambiare toni su Imu e Iva».

Qual è la ricetta Gasparri in tal senso?

«La prima (l'Imu, cavallo di battaglia elettorale del Pdl), va tolta su tutte le prime case, senza trucchi (il riferimento è alla questione-villette). La seconda (l'IVA) non va aumentata perché il gettito è già crollato per le manovre Monti. Quindi non ci sono coperture da trovare per il mancato aumento. Semmai se ne devono trovare per l’errato aumento».

Infine, l'attacco a uno dei componenti della trojka europea, il Fondo Monetario Internazionale, colpevole di aver detto che l'Imu andrebbe mantenuta per questioni di equità sociale.

«Più coraggio e meno camerieri del Fmi. Così il governo potrà durare»

Insomma, il pidiellino spara a tutto campo, come parecchi suoi colleghi (si veda, per esempio, l'esternazione di Brunetta contro Pietro Grasso e Laura Boldrini).

Quel che ci si chiede è semplice: a fronte di toni del genere, come può il governo Letta pretendere di fare qualcosa per il paese, di non galleggiare ma di essere determinante? E' un esecutivo che non ha alla base alcun valore condiviso, checché se ne dica. Gasparri, con le sue esternazioni, non fa che alimentare l'assurdità delle larghe intese.

Sull'ossessione comunista, meglio tacere.

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