È morto Oscar Luigi Scalfaro

oscar luigi scalfaro morto 29 gennaioÈ morto nella notte Oscar Luigi Scalfaro, Presidente emerito della Repubblica in carica dal 1992 al 1999. Nato a Novara il 9 settembre 1918, Scalfaro viene ricordato dai più giovani, diciamo chi aveva già l'età della ragione in epoca Tangentopoli, per quel celebre "non ci sto" pronunciato durante un discorso che osò interrompere gli ultimi minuti di una liturgia italica: la partita di calcio Cagliari - Trabzonspor il 3 novembre 1993.

Che poi pochi ricordino il motivo di quella frase, a cosa si riferisse, poco importa - a una vicenda torbida poi archiviata definitivamente nel 2001 di fondi neri del Sisde. Scalfaro di lì in poi, negli anni di alba del berlusconismo - la prima metà dei novanta - divenne per molti italiani un oppositore fermo al nuovo che avanza(va), al trionfo della politica spettacolo. Non riuscì ad arginare nulla, ma mise tutti in guardia: aveva ragione.

Ma quindi era meglio morire democristiani? Forse sì, forse Scalfaro e quella rigida destra democristiana di cui per decenni era stato portabandiera, erano meglio. Ma siamo proprio sicuri? Io non ho una risposta. Una volta terminata la presidenza, Scalfaro si trasformò in testimonial della Costituzione, girò l'Italia, le scuole, a far conoscere il testo sacro della nazione che lui stesso aveva contribuito a vergare - fu eletto nell'Assemblea Costituente, era il 1946.

Nell'immediato dopoguerra ci sono le note vicende di uno Scalfaro moralista - lo scandalo del prendisole, quando il futuro Presidente fu sfidato a duello - sì, nell'Italia degli anni cinquanta accadeva anche questo - per aver ripreso una nobildonna ritenuta troppo svestita in un ristorante romano. Aveva le spalle nude, tutto qui: ma tanto bastò perché Scalfaro si risentisse, e la donna, a sua volta, la prendesse ancora peggio.

Lo ricorda questo pezzo di Paolo Conti del dicembre 1992. Scalfaro rifiutò il duello, ma...

Olivieri ripubblica una lettera che porta la firma del principe Antonio Focas Flavio Comneno de Curtis, alias Toto'. Nella missiva aperta a Scalfaro, pubblicata da alcuni giornali, il principe di Bisanzio lo rimprovera: "Abusi del genere comportano l' obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili...". La faccenda del mancato duello diverti' Federico Fellini, che lo cito' nel suo episodio di "Boccaccio ' 70": in un filmino comico muto, Peppino De Filippo (nel ruolo di don Antonio) ripete la scena del bacchettone che si infuria per quelle spalle scoperte. Duello che nostalgia, insomma

Insomma: proprio per niente nostalgia del duello. Né nel 1992, anche se il duello in vista, a quel tempo per Scalfaro era ben più impegnativo di quello di quarant'anni prima, né oggi. Ma cosa si fa nel duello? Si lotta, e uno vince e uno perde. Lascio a voi decidere chi abbia vinto.

Questo è uno delle ultime video interviste che ho trovato su Youtube: c'è anche una bella intervista di Youdem Tv, molto lunga, caricata nel dicembre scorso. È bella ma è anche triste, perché si vede chiaramente che Scalfaro è stanco, che gli anni sono troppo pesanti su quella schiena.

Qui sotto, in un'altra intervista tripla con Gherardo Colombo e Giancarlo Caselli, mi è sembrato più in forma, meglio ricordarcelo così.


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