Ma alla fine che cosa è successo a Davos?

forum davos 2012Il Forum di Davos si è chiuso da qualche giorno. Oggi Lucia Annunziata ci torna sopra con un lungo commento su La Stampa - ve lo consiglio, dateci un'occhiata - e dice

Il dubbio è proprio se queste élite che si riuniscono a Davos siano davvero tali, se cioè siano oggi in grado di esercitare davvero la loro funzione di «avanguardia» del pensiero. Intanto, possiamo sostenere con certezza che è improbabile che le decine di teste coronate presenti in Svizzera siano capaci di rappresentare i propri sudditi – che dire dell’Arabia Saudita, ad esempio? Ma altrettanto si può dubitare dei leader economici, che siano George Soros o i manager di Facebook e Google. Per non parlare di leader politici attuali ed ex arrivati in massa. Come dimenticare che sono loro che hanno guidato o guidano la nave delle economie in crisi oggi? Possono essere i conducenti falliti coloro che si inventano nuovi modelli?

Questo ci offre il gancio per proporvi il nostro piccolo riepilogo. Che cosa è successo quest'anno a Davos? “Nessuno è immune dal contagio”. Questa, per bocca del direttore del FMI Christine Lagarde, la poco consolatoria sintesi del World Economic Forum. La cinque giorni di meeting, cui hanno partecipato 2500 tra capi di governo, ministri, economisti e banchieri non ha quindi portato nessuna reale proposta per uscire dalla crisi, solo una constatazione della gravità della situazione.

E nonostante nei giorni del Forum l’Italia abbia subito il declassamento da parte di Fitch, le notizie non sono del tutto cattive: il giudizio generale sul nostro paese è buono, soprattutto per quanto riguarda la credibilità, e in questi mesi abbiamo capito che la credibilità è più importante che avere dei conti in ordine.

Il governo Monti ha ottenuto il plauso dei capi di stato (Obama si è detto pronto a sostenere il Professore nel confronto con la Merkel), dei guru della finanza e della stampa (il Financial Times è arrivato a dire che l’Europa si appoggia sulle spalle di Monti), oltre che delle altre autorità italiane, come il Governatore di Bankitalia Visco.

È stato il vertice di Christine Lagarde, e non solo per quel gesto di sventolare la borsetta, ripreso da tutti i media; il direttore del Fondo Monetario Internazionale ha detto senza mezzi termini che l’Europa deve incrementare il Fondo Salva Stati se vuole uscire dalla crisi (500 miliardi di dollari contro i 385 attuali), non proprio musica per le orecchie dei governi europei, Germania in testa.

È stato anche il vertice delle proteste in topless, ma soprattutto è stato anche il vertice della paura per il Portogallo, la cui situazione viene sempre più paragonata a quella della Grecia, e che a detta degli esperti potrebbe essere il prossimo paese a dover ristrutturare il debito. Dopo dovrebbe toccare a Irlanda, Spagna e Cipro.

L’Italia è relativamente più tranquilla, l’unico problema potrebbe derivare dalla mancanza di liquidità. E a proposito di Grecia, a Davos l’economista Nouriel Roubini (la “cassandra” che aveva anticipato la crisi dei subprimes) ha previsto l’uscita del paese dall’euro entro l’anno. Ma per Atene è in arrivo un’altra grana: la Germania ha intenzione di proporre il “commissariamento” del bilancio greco, una soluzione senza precedenti che andrebbe a intaccare una fetta consistente di sovranità nazionale.

Il governo greco si è ovviamente opposto, ma l’impressione è che questa proposta, che venga accolta o meno, rappresenti un punto di non ritorno per la politica europea, e che nel breve periodo possa riguardare anche altri paesi.

Foto | ©TMNews

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