Monti premiato con un bel 9, uno striminzito 6 alla politica. I voti del ... "Prof" Pierferdy Casini

Ci sta bene Pier Ferdinando Casini sulla scia di Mario Monti. Il leader dell’Udc si è dimenticato del "suo" strombazzato Partito della Nazione e forse anche del Terzo Polo e si appresta a giocare una nuova partita su campi più aperti, dal Pd al Pdl. Trasformismo da due soldi o lungimiranza politica?

Comunque il “succhiaruote” del premier professore si mette in cattedra e dà i voti (o i numeri?): “un sei di incoraggiamento” alla politica e “un nove al governo” che ha fatto “in due mesi quello che Prodi e Berlusconi non erano riusciti a fare”.

Poi precisa: ”Il governo Monti l'ha voluto la politica, lo vota, lo sostiene. Anche quei miei colleghi che hanno i maldipancia”. Quindi la tirata d’orecchie ai partiti che devono “metterci la faccia, assumere la paternita' di questo governo, imprimerci le impronte digitali e soprattutto promuovere una seria autoriforma della politica, senza demagogie”.

Così in una intervista al Quotidiano Nazionale, il leader dell'Udc spinge per un cambio della legge elettorale “che dia la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare e che non costringa ad ammucchiate innaturali che poi paralizzano ogni governo, e ben venga una intesa su questo tema tra Pd e Pdl”. L'importante “è non partire dalla coda ma dalla testa: è un nuovo bicameralismo che deve precedere le ipotesi di riforma della legge elettorale, non il contrario”.

Casini non vede il pericolo di andare a votare con il Porcellum, perche' sarebbe “una prova di impotenza della politica. Almeno le preferenze vanno inserite”. Campagna elettorale aperta.

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