Sergio Marchionne disponibile ad incontare la Fiom, "ma sugli accordi precedenti non si tratta"

L'ad Fiat sulla richiesta di incontro inviata dal segretario Fiom: "Disponibili ad un incontro, ma nessuna trattativa sugli accordi già firmati"

In visita allo stabilimento Sevel in Val di Sangro, in occasione dell'annuncio del nuovo investimento Fiat proprio su quella struttura, l'ad Sergio Marchionne ha accolto, almeno nelle intenzioni, la richiesta di incontro inoltratagli da Maurizio Landini, segretario generale della Fiom.

La richiesta d'incontro di Landini, inviata ieri sera tramite posta elettronica ai vertici del Lingotto di Torino, il Presidente John Elkann, l'amministratore delegato Sergio Marchionne ed il responsabile relazioni industriali Sergio De Blasi, è stata dunque vista come una sorta di apertura del sindacato nei confronti dei vertici dell'azienda, un'opportunità che lo stesso Marchionne sembrerebbe disposto a percorrere.

Nella sua mail Landini fa riferimento esplicito al pronunciamento della Corte Costituzionale della scorsa settimana:

"[...] pronuncia che indica a tutti l'opportunità di superare le vie giudiziarie e di costruire un più proficuo e utile confronto di natura negoziale sulla base di normali e qualificate relazioni industriali, capaci di affrontare al meglio la difficile situazione produttiva e occupazionale che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori di tutto il gruppo Fiat."

L'incostituzionalità dell'estromissione della Fiom, anche da non firmataria degli accordi sindacali con l'azienda automotive, da qualsivoglia trattativa in azienda, come aveva cercato di fare Fiat, viene manifestata dallo stesso Landini come una reale opportunità di avviare quel dialogo sempre stroncato sul nascere, a tutela degli interessi dei lavoratori.

Sembrerebbe dunque aver fatto breccia nel cuore dell'"americano" l'email inviata dall'ufficio segreteria Fiom: è stato lo stesso Marchionne a manifestare la sua apertura ad un incontro, pur mostrando chiaramente i paletti sui quali l'azienda non è disposta a trattare:

"Siamo più che disponibili ad incontrare la Fiom ma partendo dal dato acquisito che non possono essere messi in discussione gli accordi presi dalla maggioranza. [...] non possiamo assolutamente mettere in discussione accordi già presi dalla maggioranza, accordi che peraltro sono stati cruciali per dare vita a realtà produttive di eccellenza a livello europeo. Li incontreremo con la speranza che anche loro riconoscano che adesso in gioco c'è la possiblità di far rinascere un sistema industriale nel paese."

Insomma, sembrerebbe che, almeno nelle intenzioni, ci sia tutta la volontà a voler trattare: gli investimenti illustrati da Fiat questa mattina (in particolare sugli stabilimenti di Atessa e Val di Sangro, ma anche nel settore dei veicoli commerciali e nell'acquisizione di quel che resta di Chrysler) rendono infatti la situazione generale instabile ed incandescente, con gli accordi sindacali "strappati con la forza" da un lato, le necessità di far ripartire il settore dall'altro e con la tensione che, sopratutto in Fiom, è ad un livello molto alto.

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