Processo Mediaset: la Cassazione fissa l'udienza per il 30 luglio. Il Pdl protesta

L'anticipo dell'udienza causato dal rischio di prescrizione di cui ha parlato oggi la stampa


Si terrà il 30 luglio l'udienza in Cassazione per il processo Mediaset: in quell'occasione la corte deciderà sulla condanna in appello a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, e da questa decisione dipenderà molto del futuro politico del Cavaliere. Perché una conferma della condanna in appello, sommata a quella che quasi sicuramente arriverà nel processo Ruby, potrebbe portare Berlusconi a decadere da senatore, a essere dichiarato ineleggibile e quindi a non godere più dell'immunità parlamentare. Facendo diventare così verosimili gli scenari che vogliono il Cavaliere in carcere oppure latitante in qualche paradiso esotico.

Ma, senza spingersi troppo in là con la fantasia, basta l'annuncio dell'udienza fissata in tempi record a far insorgere il Pdl e i legali di Berlusconi. Inizialmente infatti l'udienza in Cassazione era prevista per l'autunno, tra settembre e ottobre, e allora perché questo anticipo? Una spiegazione potrebbe trovarsi nel rischio di prescrizione di cui ha parlato oggi il Corriere della Sera: in base a una serie di calcoli sui tempi di sospensione del processo Mediaset e la prescrizione imminente di una delle annualità fiscali per cui Berlusconi è stato condannato.

Questo avrebbe portato la Cassazione a non poter prendere altra decisione se non rinviare a un nuovo processo d'Appello per stabilire la pena residua, con la conseguenza per il Cavaliere di rinviare di almeno un anno la decadenza da senatore, ma più verosimilmente di allontanare definitivamente il rischio carcere. L'unica cosa che la Cassazione poteva fare per evitare di impantanarsi in questo ginepraio giudiziario era anticipare l'udienza a prima della prescrizione. E così ha fatto.

Immancabile la reazione compatta del Pdl, che vede nella decisione della Cassazione una chiara volontà di condanna. Franco Coppi, ex parlamentare Ds ma ora avvocato cassazionista del Cavaliere, si è detto "esterrefatto, non si è mai vista una cosa del genere, che determina un aggravio delle possibilità di difesa, perché contavamo di avere più tempo per svolgere i nostri approfondimenti". Ma ovviamente le reazioni più dure sono arrivate dai "falchi" Pdl, prima fra tutti Daniela Santanché:

Che cosa facciamo noi, come movimento politico? Aspettiamo ancora l'unica manifestazione che forse riusciremo a fare, e cioè quella di accompagnarlo in carcere? Basta divisioni, basta perder tempo con tentennamenti, e sofismi. Serve passare all'azione

seguita dalla solita processione di Sandro Bondi:

Siamo pronti a forme di resistenza, seppure non violente

Maria Stella Gelmini:

La Cassazione conferma il piano di voler eliminare Berlusconi. La giustizia solo con lui riesce ad essere così veloce. Accelerando il processo, inoltre, vengono calpestati platealmente i diritti della difesa, ma di questo, pare, a certi giudici, importi poco

Fabrizio Cicchitto che, dopo essersela presa con il Papa, torna alla routine anti-magistrati:

La Cassazione destabilizza il governo, la cui composizione e la cui maggioranza politica è del tutto sgradita a precisi ambienti giudiziari, editoriali, finanziari e politici

Per finire con Enrico Costa, capogruppo Pdl in Commissione Giustizia, che se la prende anche con il Corriere, reo di aver dato la notizia della possibile prescrizione:

Il Corriere detta, la Cassazione scrive. Dopo l'articolo odierno, in cui si paventava il rischio di dover 'rinviare di un anno' l'eliminazione politica di Silvio Berlusconi, la Suprema Corte ha preso le contromisure.

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