Siria, i ribelli e l'Onu chiedono una tregua per il Ramadan

Il segretario generale Ban Ki Moon chiede alle parti in conflitto in Siria il cessate il fuoco in rispetto del Ramadan. La città di Homs è sotto assedio

Un appello per il mese sacro del Ramadan, che comincia quest'oggi, ad entrambe le parti in conflitto in Siria: il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon ha chiesto il cessate il fuoco nel devastante conflitto siriano (100.000 vittime, oltre 6 milioni di profughi) che si protrae oramai da oltre due anni.

Un cessate il fuoco, ha spiegato Ban Ki Moon, rivolto sia alle truppe ribelli che al governo siriano del Presidente Bashar al-Assad:

"Chiedo a tutte le persone che in Siria portano un'arma di smettere di combattere e di offrire questo mese di pace come regalo collettivo alla popolazione. [...] Quello di cui c'e' bisogno e' una soluzione politica pacifica guidata dai siriani per un futuro democratico in cui tutti i siriani vivano in sicurezza, con i valori dell'uguaglianza e della dignità."

Proprio ieri anche il nuovo presidente della Coalizione nazionale siriana, Ahmad Assi Jarba, aveva offerto al Presidente Assad un cessate il fuoco, dicendosi fortemente preoccupato per la situazione della città di Homs, sotto uno spietato assedio da parte dell'esercito del Presidente e dei bombardamenti dei piloti di Hezbollah, come denunciato dalle truppe della Coalizione.

L'offensiva dell'esercito siriano ad Homs sta inoltre mettendo a serio repentaglio l'incolumità di oltre 2500 civili, bloccati in città dai continui bombardamenti e dai cecchini delle truppe regolari. Secondo il direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, Abdel Rahman, la situazione ad Homs è drammatica, con oltre il 70% della città che è oramai andata perduta sotto le bombe:

"Tutte le città della Siria hanno subito la violenza del regime, ma le immagini che giungono da Homs mostrano una distruzione da guerra mondiale."

Il governo di Damasco ha già fatto intendere che non concederà la tregua ai ribelli: nell'ottobre 2012, ad accordo raggiunto (il cessate il fuoco per rispetto della Festa del Sacrificio), sole 36 ore dopo l'inizio della tregua l'esercito di Assad uccise in un'offensiva armata circa 146 civili.

Jarba, che è stato eletto presidente della Coalizione soltanto venerdì scorso ad Istanbul, ha inoltre spiegato che in tempi brevi arriverà una fornitura di armi da parte dell'Arabia Saudita, ribadendo che l'opposizione non andrà alla Conferenza di pace di Ginevra, o almeno non prima di un suo rafforzamento militare; per tutta risposta Bashar Ja'afari, ambasciatore della Siria all'Onu, ha detto che i ribelli avrebbero dovuto essere pienamente impegnati per i colloqui di Ginevra appoggiati da Russia e Usa perché il governo appoggiasse la richiesta di cessate il fuoco.

Anche il governo russo ha espresso perplessità sulla reale volontà di Jarba di attavolarsi ad una Conferenza di pace.

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