Standard & Poor's taglia il rating dell'Italia: mantenere IMU e aumento IVA

A due passi dalla "spazzatura". E la previsione per il futuro dell'agenzia di rating è negativa.

Standard & Poor's declassa l'Italia

Standard & Poor's taglia il rating dell'Italia. Il nostro paese è stato nuovamente declassato dall'agenzia di rating, che ha portato a BBB il giudizio sul nostro paese.

Altri due declassamenti e finiremo nella spazzatura (si chiama proprio così, in gergo, garbage, la situazione in cui potrebbe trovarsi l'Italia secondo S&P in caso di un nuovo doppio declassamento).

Le reazioni del Tesoro non si sono fatte attendere: sono reazioni indignate, che bollano di anacronismo la decizione dell'agenzia.

Ma cosa vorrebbe, S&P dall'Italia?

Standard & Poor's declassa l'Italia

Standard & Poor's declassa l'Italia
Standard & Poor's declassa l'Italia
Standard & Poor's declassa l'Italia

E' presto detto: mantenere l'IMU, confermare l'aumento dell'IVA, effettuare privatizzazioni per ridurre il debito pubblico e poi mettere mano al lavoro, al mercato dei servizi, ai prodotti.

In una parola: liberismo. Più liberismo. E' questo che chiedono, da ormai due anni, quando abbiamo iniziato a sentirne parlare anche nella quotidianità (fateci caso: riemergono di tanto in tanto, poi spariscono, in questo giornalismo schizofrenico), le agenzie di rating.

E' questo che chiedono anche oggi all'Italia.

La medicina recessiva, fino a questo momento, non ha funzionato. Eppure, una delle tre sorelle di rating continua a proporla, imperterrita.

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