Borghezio un altro euroscivolone con il ministro Kyenge

A Bruxelles, l’eurodeputato leghista si rivolge al ministro come a un cittadino congolese: “Lei ha la doppia nazionalità”. Il ministro: “Ne ho una sola: quella italiana”



Prendi l’eurodeputato Mario Borghezio e mettilo al cospetto del Ministro per l’integrazione Cecile Kyenge nel corso di un’audizione al Parlamento Europeo. Fatte le debite tarature psicofisiche è come far sedere Superman di fianco a una cassetta di kryptonite: è quasi sicuro che i punti deboli verranno tutti a galla.

E dire che, specialmente se rapportate a recenti esternazioni, le premesse dell’intervento dell’eurodeputato leghista erano sembrate all’insegna della conciliazione e del rispetto, tanto della persona che delle istituzioni:

Io le faccio i migliori auguri perché sarebbe importantissimo riuscire a realizzare quello che lei si propone di fare. E da questo punto di vista nessuno come noi e la nostra parte politica è interessato a che lei riesca a fare quello che necessita fare.

Tutto andava per il meglio, si sfiorava l'empatia da libro Cuore, senonché a un certo punto Borghezio è tornato a fare Borghezio:

I dubbi sono sulla strada da seguire, su quelli che possono essere i suoi punti di riferimento e io glieli elenco con la consueta chiarezza e anche lealtà che riconosco da parte sua, oltre alla cortesia che lei ha dimostrato anche nei confronti di chi l’ha attaccata.

Nell’elenco Borghezio infila anche un cenno ai respingimenti in Congo. E qui il ministro Kyenge lo blocca:

Inoltre ho sentito dire nel mio Paese dove le leggi dei respingimenti sono molto più forti. Ricordo che io sono ministro dell’Italia, ministro per l’Integrazione della Repubblica Italiana, per cui io sono qui in qualità di ministra per l’Integrazione della Repubblica Italiana e rispondo in questa veste. E quindi la domanda che riguardava i respingimenti della Repubblica Democratica del Congo forse bisogna porla al ministro della Repubblica Democratica del Congo.

Il ministro Kyenge si adopera reiterando per ben tre volte, nel giro di una manciata di secondi, il concetto. Borghezio, dal canto suo, sembra restare impermeabile a ogni evidenza:

Ma lei ha la doppia nazionalità!

Kyenge ribatte di avere “un solo passaporto, una sola nazionalità” e quando per la quarta volta ribadisce il suo ruolo e la carica di ministro della Repubblica Italiana, Borghezio aggiunge

… che proibisce la poligamia che lei esalta!

Il politico piemontese ci ha abituati a ben più accesi e, diciamo, “coloriti” interventi. Questa volta sembrava quasi sul punto di farcela: iniziare e concludere un intervento restando nel recinto della buona educazione. Ma poi è arrivato il solito scivolone, l’inevitabile gaffe di uno che deve dire sempre qualcosa di leghista.

Foto © Getty Images

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