Berlusconi minaccia. La Tripla B spinge l’Italia nella spazzatura. E Letta ride per non piangere

Le disgrazie non vengono mai sole e per il governo Letta la sentenza della Cassazione su Berlusconi anticipata al 30 luglio e la Tripla B-spazzatura di Standard & Poor’s sono due tuoni anticipatori di tempesta.

Il premier getta acqua sul fuoco ma sa che i nodi stanno venendo al pettine mettendo in forte dubbio la tenuta dell’esecutivo. I due pilastri su cui regge la grande coalizione (non belligeranza fra Pdl e Pd per evitare tentazioni di ricorso al voto anticipato e distanza di sicurezza fra Magistratura e politica e fermezza sull’asse garantista nei processi a carico del Cav) stanno per saltare.

Le minacce “eversive” del Pdl – con ministri ed esponenti istituzionali in prima fila – non si sa quale sbocco avranno ma di certo la situazione politica non sarà più la stessa perché adesso Berlusconi ha su un piatto d’argento la tentazione di ribaltare il tavolo e far saltare il governo.

Non entriamo qui nel merito della “fretta” della Cassazione per arrivare il 30 luglio alla sentenza, tanto meno nel merito della giustezza o meno di processi durati anni e conclusioni finali certamente da fuochi d’artificio.

Interessa il dato politico, in un Paese dove si tifa perché chiunque (in questo caso i magistrati con sentenze giuste o sbagliate non conta) elimini il proprio nemico, dato che non lo si è potuto battere politicamente e sul piano elettorale. In questo caso è il Pd a procedere sul piano inclinato, quanto meno dell’ambiguità, che non porterà nulla di buono.

In questo quadro, con la febbre delle fibrillazioni fra i partiti che salirà fino a spaccare il termometro, le riforme istituzionali e costituzionali largamente condivise virtualmente non avranno nessuna possibilità di successo perché solo un miracolo eviterà la caduta del governo e il ricorso in autunno a nuove elezioni anticipate.

Quel che è successo nelle ultime settimane e quel che accadrà dopo il 30 luglio colpisce irrimediabilmente l’immagine e la credibilità politica di Silvio Berlusconi. Ma ad essere intaccato non è solo il leader del Pdl, bensì la Seconda Repubblica, giunta davvero all’ultimo atto.

All’Italia serve aria nuova, su tutti i fronti, a cominciare da quello politico e istituzionale. Chi potrà garantire la svolta preservando democrazia e sviluppo? Quel Pd-sinistra mangiapotere frutto dei peggiori spezzoni di Pci e Dc e quel Pdl-destra impigliato nelle luminarie decadenti del bunga-bunga e nelle aule grigie dei tribunali? Stavolta anche l’ombrello del Quirinale potrebbe non reggere.

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