Beppe Grillo da Napolitano: cosa si sono detti

Il leader del Movimento 5 Stelle al Quirinale, per parlare di economia di guerra e chiedere al Capo dello Stato di andare in tv e "dire la verità".

Beppe Grillo incontra Napolitano per portare anche dal Capo dello Stato "una certa Italia che non trova spazio sugli organi di stampa", come ha esordito il leader del Movimento 5 Stelle in conferenza stampa (qui la diretta). Ma quindi, che cosa si sono detti? Alla base dell'incontro fortemente voluto da Grillo c'era la volontà di portare al Capo dello Stato la sua preoccupazione "per la condizione economica, sociale e politica del paese".

Il riassunto di quello che i due si sono detti lo ha fatto lo stesso Beppe Grillo nell'incontro con i giornalisti. Si tratta in definitiva, di una ricetta per affrontare una situazione di economia di guerra che si basi su pochi punti: revisione del sistema del debito, reintroduzione dei dazi doganali, introduzione del reddito minimo di cittadinanza, via i finanziamenti ai giornali, stop alle grandi opere come la Tav.

Cose che Napolitano può condividere o meno, ma sulle quali non può direttamente intervenire. Più direttamente legate alle funzioni del presidente della Repubblica altre richieste che Grillo ha portato: l'abolizione del Porcellum, lo scioglimento delle camere e nuove elezioni. Questioni sulle quali comunque il Presidente non può decidere in modo così improvviso come vorrebbe Grillo. Sulla riforma della legge elettorale Napolitano si è dato da fare, richiamando in continuazione i partiti, sempre ignorato (di più non può, almeno finché la consulta non avrà deciso sulla incostituzionalità di questa legge).

Sullo scioglimento delle camere, prerogativa del Capo dello Stato, bisogna prima verificare che non ci siano più le condizioni perché il governo funzioni e perché se ne formi un altro, cosa che finora non è accaduta. Si tratta di procedure e meccanismi che non vanno troppo giù a Beppe Grillo, ma che hanno la funzione di garantire la Repubblica indipendentemente da chi si trovi al potere. Altra cosa sono le convenzioni, come quella che vuole che il presidente della Repubblica non abbia un secondo mandato, abitudine rotta proprio da Napolitano e di cui i due hanno parlato.

"Il presidente della Repubblica non avrebbe voluto, e forse dovuto, accettare l'offerta dei partiti", ha detto il leader del Movimento 5 Stelle. Spiegando anche come Napolitano gli abbia risposto di essersi sentito in dovere di accettare vista la situazione che si stava andando a creare. "E io gli credo", ha confermato il leader M5S.

Perché il bersaglio non è Napolitano, ma i partiti. Colpevoli di usare il presidente della Repubblica come scudo della loro incapacità, di nascondersi dietro la giacca del Capo dello Stato per trovare un po' di legittimità. “La classe politica non sa risolvere i problemi perché è essa stessa un problema”.

L'ultima richiesta di Beppe Grillo mostra che in qualche modo un po' di fiducia in Napolitano ce l'ha, visto che gli ha chiesto di "andare in tv, per una volta, anche a reti unificate, a dire la verità sullo stato dell'economia". Il che però significa dare per scontato che quanto ci viene detto non sia la verità, ed è tutto da vedere che su questo punto Napolitano sia d'accordo con Grillo. Qualche parola, però, il Capo dello Stato l'ha scambiato anche con Casaleggio, che "gli ha spiegato il funzionamento della rete", argomenti su cui - nota un po' stupito Grillo - "Napolitano non era del tutto all'oscuro".

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