La lotta tra Veltroni e il PD

Grazie ai dati Bayes-Swarm [ vedi una breve dimostrazione di come usarlo ] possiamo fare una interessante analisi che mostri il livello di controllo che i due leader dei principali partiti italiani dimostrano di avere delle rispettive organizzazioni.
Da tempo le campagne elettorali sono caratterizzate da una accentuata personalizzazione ed, in particolar modo queste ultime consultazioni, hanno avuto tratti molto “anglosassoni”: presentate al pubblico come una gara tra leader e non tra partiti o ideologie (perlomeno per i protagonisti maggiori).
Veltroni ha infatti cercato fortemente la personalizzazione del proprio partito, minimizzando l’identità del PD, anche nel tentativo di non dare troppo spazio alle correnti interne che hanno fra loro fratture ancora non saldate, provenendo da differenti tradizioni politiche.
Allo stesso modo Berlusconi ha spinto perché il PDL rimanesse alle sue spalle.
Va da sé che, in termini strategici, con queste premesse risulterà avvantaggiato (e nei fatti ne abbiamo continue conferme) colui che saprà meglio controllare il proprio partito anche “imbrigliandone “ l’autonomia, ad apparire (e quindi ad esserne) il leader unico ed incontrastato.
Se cerchiamo un confronto quindi tra la visibilità di Berlusconi e il PDL e poi confrontiamo Veltroni e PD potremo vedere quanto i rispettivi leader riescano a mantenere posizioni egemoniche non tanto (per questa volta) nei confronti dell’avversario, ma anche nei confronti della propria organizzazione.



Proprio con questi confronti possiamo notare quanto Veltroni, al contrario di Berlusconi, debba quotidianamente lottare per la visibilità, anche contro il proprio partito.

Al contrario di Berlusconi che praticamente sempre, riesce a lasciare il partito con una visibilità ridotta rispetto alla propria; schema che mostra probabilmente quanto la funzione del partito per il Presidente del Consiglio, dato il suo potere personale all’interno della coalizione, sia prettamente ancillare.
Differentemente da Veltroni che ha nel PD la propria legittimazione e che quotidianamente deve lottare all’interno di esso e contro di esso, per non essere da questo messo in ombra.


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