Beppe Grillo, i servizi segreti e l'attacco de La Stampa

In un fuorionda il leader del Movimento 5 Stelle accusa un cronista del quotidiano torinese di "essere coi servizi segreti". Perché? Forse per avere tenuto troppo viva l'attenzione sulla questione dissidenti M5S?

Beppe Grillo qualche paranoia sui servizi segreti ce l'ha senz'altro (e forse non a torto), altrimenti non si spiegherebbe la volontà con cui il Movimento 5 Stelle ha cercato, fallendo, di conquistare la poltrona di presidenza del Copasir, poi andata alla Lega Nord. Qualche volta però il leader M5S esagera, e arriva addirittura a scambiare un cronista de La Stampa per un oscuro personaggio legato ai servizi segreti.

Cos'è successo? Durante la conferenza stampa di ieri, tenuta dopo l'incontro con Napolitano, ha preso la parola il giornalista del quotidiano torinese Andrea Malaguti. Appena sentito il nome, Grillo si è girato verso Nicola Morra e gli ha detto "È quello coi servizi segreti?". Perché mai il capo del MoVimento dovrebbe pensare che Malaguti sia in rapporti stretti con i nostri servizi segreti (sempre che siano quelli italiani, magari pensava alla Cia o al Mossad) non è dato sapere.

Quello che si sa è che il giornalista in questione è uno di quelli che ha seguito più da vicino la vicenda dei dissidenti M5S, che per primo ha ricevuto qualche confessione dai grillini scontenti e che ha stretto un buon rapporto anche con lo staff di comunicazione del M5S. Insomma, ha fatto una cosa che a Beppe Grillo - come ha ripetuto mille volte anche ieri - dà molto fastidio, e cioè dare spazio alle beghe interne al suo partito.

Il direttore de La Stampa, Mario Calabresi, non l'ha presa benissimo, ha preso carta e penna e ha scritto un editoriale durissimo contro il leader del Movimento 5 Stelle, ecco qualche passaggio:

Beppe Grillo ci ha abituato a battute e dichiarazioni di ogni genere. Questo giornale ha sempre riportato quelle che hanno legittimità nel dibattito politico nostrano. Ieri, durante la conferenza stampa in una sede istituzionale come la Sala Nassiriya del Senato, i microfoni aperti ne hanno registrata una che non appartiene a questa categoria, ma che non può essere ignorata. Nel momento in cui Nicola Morra, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha dato la parola al nostro collega Andrea Malaguti, Grillo si è girato verso Morra e con un tono che è apparso privo di ogni ironia ha chiesto: «Ma Malaguti è quello coi servizi segreti». Non abbiamo idea di quali bizzarre informazioni siano dietro questa strana uscita.

Fin qui, il riassunto di quanto accaduto. Poi arriva l'affondo:

Vogliamo rassicurare Grillo: Malaguti è solo un giornalista, che ha raccontato in questi mesi la realtà dell’M5S con serietà e competenza riconosciute da tutti. Non ha certo bisogno di fantomatici servizi segreti per il suo lavoro: i suoi ferri delmestiere sono l’esperienza, il fiuto e il metodo giornalistico. Forse è proprio questo che dà fastidio a un leader politico che non perde occasione per scagliarsi contro i giornali. Per Grillo chi agisce con libertà e indipendenza, e per questo disturba, deve avere per forza qualche potere occulto alle spalle. È un modo inaccettabile di «sporcare» chi fa solo il suo lavoro, aggravato dalla velocità con cui oggi queste affermazioni senza controllo fanno il giro della Rete. Questa volta sarebbe bello che Grillo rimediasse a questa scivolata con una riga, magari solo un tweet, di scuse.

Risponderà Beppe Grillo a quella casta di giornalisti pennivendoli che ieri ha accusato in ogni modo possibile e immaginabile?

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