Beppe Grillo contro Berlusconi: "Un evasore che tiene in ostaggio il paese"

Il leader del Movimento 5 Stelle attacca il Cavaliere: "In uno stato democratico, se impunità deve essere, sia per tutti"

Beppe Grillo torna a parlare dal blog dopo la conferenza stampa di ieri e attacca Berlusconi. La ragione è quella che tutti possono immaginare: i problemi con la giustizia del Cavaliere hanno portato il Parlamento allo stallo, il governo sull'orlo della crisi e spaccato il Pd. Tenendo il paese tutto in ostaggio:

Il Paese è in ostaggio a causa di un condannato per evasione fiscale a quattro anni di carcere in secondo grado. Ieri, per il suo processo, si è fermato per solidarietà persino il Parlamento. Hanno votato a favore gli impiegati del pdl nominati alle Camere dal Padrone e una parte degli impiegati del pdmenoelle nominati per corrispondenza, sempre dallo stesso Padrone. Il Partito Unico dell'Impunità che strepita contro la corruzione e l'evasione e si indigna per il mancato scontrino di un bar, ha per simbolo e Lord protettore (soprattutto di sé stesso) un evasore conclamato.

La figuraccia rimediata dal Pd, che invece di avere un moto d'orgoglio ha finito per rintanarsi nei soliti compromessi al ribasso - che non si capisce per quale ragione dovrebbero consentirgli di salvare la faccia - regala ovviamente nuova verve al comico genovese:

Berlusconi, novello Sansone con il parrucchino al posto della chioma, minaccia di far morire con sé tutti i Filistei. Con la condanna definitiva da parte della Cassazione i suoi lacchè in Parlamento e i fedeli alleati del pdmenoelle, più fedeli del cane più affezionato, scomparirebbero come neve d'agosto. Presidenti, consiglieri, direttori piazzati un po' ovunque negli enti pubblici e parapubblici farebbero le valige. Uno sconvolgimento mai visto dalla fine della guerra. Siamo al punto da non capire più se è lui a non voler farsi processare o se sono invece i suoi sodali senza arte né parte come Gasparri, Alfano, Santanchè, Brunetta, Bersani, D'Alema, Epifani (pdl o pdmenoelle non fa differenza) a trattenerlo ad ogni costo, imbalsamato come la mummia di Lenin al Cremlino, in esposizione per gli elettori rimbambiti dalle televisioni di regime.

Ma il protagonista di questa vicenda è ovviamente in primis il Cavaliere, "novello Sansone con il parrucchino":

Votate l'evasore, votate per voi. Se Berlusconi evade e può fare strame dell'Italia, allora perché un cittadino dovrebbe pagare le tasse o le cartelle di Equitalia? Se il pesce puzza dalla testa e nessun partito (Rigor Montis che volevi tassare anche l'aria dove ti sei nascosto?) o istituzione si tura il naso, anzi tollera e invita a respirare a pieni polmoni il lezzo di impunità, perché il contribuente dovrebbe svenarsi tra tributi, balzelli e dichiarazioni dei redditi?

La questione è annosa e più che nota, come si fa a chiedere agli italiani di svenarsi per pagare le tasse quando un tre volte presidente del consiglio può permettersi di essere condannato per evasione senza che nulla gli succeda?

In uno Stato democratico se impunità deve essere, sia per tutti, se evasione deve essere, sia per ognuno. Il Berlusconi che è in noi deve trovare l'uscita per i paradisi fiscali, il lavoro nero, la ricevuta mai data. Ogni evasore che si rispetti, meglio se totale, deve poter avere l'assistenza gratuita di pdl e pdmenoelle. Telefonare per informazioni a Brunetta o a Franceschini, numero verde di Arcore.

Anche se, quando parla di tasse e evasioni, Beppe Grillo dovrebbe forse chiarire la questione del condono fiscale di cui ha approfittato due volte una società di sua proprietà.

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