L'errore del Movimento 5 Stelle sulle frequenze Mediaset

Il Pdl si è stizzito: "Il collega del M5S non ha capito niente e non conosce la legge".

Aggiornamento 20.22: Mediaset ha replicato alle accuse di abusivismo, già smentite dai fatti, ricevute dal Movimento 5 Stelle in una nota:

"L'istituto della 'concessione' nel settore televisivo non esiste più dal luglio 2012, data in cui tutto il sistema ha abbandonato la tecnica analogica ed è passato alla tecnica digitale. Il gruppo Mediaset possiede sia 'l'autorizzazione generale' accordata nel 2008 quale operatore di rete, sia 'i diritti d'uso' sulle radiofrequenze rilasciati nel giugno 2012".

Dal Pdl avevano invece parlato di una legge del 2005, che così riporta:

Fatti salvi i criteri e le procedure specifici per la concessione dei diritti di uso delle radiofrequenze per la diffusione sonora e televisiva, previsti dal presente testo unico in considerazione degli obiettivi di tutela del pluralismo e degli altri obiettivi di interesse generale, l’attività di operatore di rete su frequenze terrestri in tecnica digitale è soggetta al regime dell’autorizzazione generale, ai sensi dell’articolo 25 del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259.

M5S contro Mediaset

A volte la fretta è cattiva consigliera. Soprattutto quando si ha fretta di fare l'annuncio con il botto. E così la questione del Movimento 5 Stelle e delle frequenze Mediaset illegali e da oscurare si stanno velocemente trasformando in un boomerang, come d'altra parte si era capito per la risposta più che sicura che avevano subito ricevuto dalle parti del Pdl. Ma andiamo con ordine.

Nel pomeriggio, durante la seduta della Giunta per le Elezioni a Palazzo Madama, il senatore Mario Giarrusso del M5S aveva chiesto informazioni sulle frequenze Mediaset. La risposta evidentemente non l'aveva soddisfatto, perché subito dopo aveva dichiarato: "Abbiamo chiesto l’acquisizione delle concessioni per cui Mediaset trasmette e ci è stato risposto da esponenti del partito-azienda che non ci sono concessioni da acquisire. Se la Guardia di Finanza dice che non ci sono concessioni e, quindi, c’è un soggetto che trasmette senza titoli è giusto che venga sanzionato, anche oscurato”.

Lo stesso Giarrusso aveva anche rincarato la dose: "Dobbiamo accertare a che titolo Silvio Berlusconi ha fatto l’imprenditore della Tv in Italia e verificare se Berlusconi è abusivo e per questo chiediamo l’intervento della Guardia di Finanza". La notizia ha iniziato a fare il giro del web, senza che si prendesse troppo in considerazione la risposta arrivata dal Popolo delle Libertà, nella persona di Giacomo Caliendo "Il collega del M5S non ha capito niente, perché evidentemente non conosce le leggi che disciplinano il settore. Dal 2005 in poi infatti non c’è più bisogno di un atto di autorizzazione specifico, c’è solo un’autorizzazione generale. La legge consente di trasmettere a tutti quelli che in passato erano titolari di concessione. Quindi, questa cosa di cui parla Giarrusso non esiste".

Qualche zona d'ombra nella legge ci deve anche essere, visto che Caliendo ha precisato che "si tratta di questioni complesse sulle quali si dovrebbe aprire un discorso serio e non chiuderlo in venti minuti". Si parla comunque del decreto legislativo n. 177 del 2005 (qui il testo completo). Quando presidente del Consiglio era Berlusconi, proprietario di Mediaset.

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO