Datagate: Microsoft ha dato accesso alla NSA a dati criptati. Ma Redmond nega

Nuovi guai per l'immagine dell'azienda di Redmond. Che però nega tutto. Secondo la formula consueta.


    Datagate: tutte le compagnie coinvolte (e non)

    Twitter: è l'unico social media di massa che non fa parte di PRISM
    Google: tutto quel che si sa del coinvolgimento di Mountain View
    Apple: l'ultima a partecipare al progetto
    Microsoft: la più coinvolta?
    Facebook: ecco com'è coinvolto il popolarissimo social network

Datagate: il Guardian pubblica nuove rivelazioni di Edward Snowden, che riguardano Microsoft.

Secondo il quotidiano britannico, ci sono le prove che dimostrano come Microsoft abbia collaborato con i servizi di intelligence americani, per consentire l'intercettazione delle comunicazioni degli utenti, e come l'azienda abbia anche dato accessi alla NSA perché potesse superare la cifratura di determinate conversazioni.

Ma da Redmond negano. O almeno, precisano.

Dicono di avere principi chiari che guidano le modalità con le quali i dati dei clienti devono essere trattati in caso di richiesta dei governi per ragioni di sicurezza e di concedere accesso ai dati solamente se ci sono procedimenti legali in corso; dicono di analizzare le richieste di accesso e di non concederlo se non sono valide; dicono di aver trattato solamente ordini che riguardano account specifici, ma mai nelle forme di massa di cui si è parlato nei giorni scorsi.

«Ci sono aspetti di questa storia che ci piacerebbe poter discutere più liberamente».

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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