Forza Italia. Il ritorno da settembre

Ancora una volta il Cav annuncia il ritorno del "suo" partito. Per tornare a vincere, per salvare se stesso o cos'altro? Fozza, Itaia.

Forza Italia

Abbiamo perso il conto degli annunci del ritorno di Forza Italia. Chissà perché Silvio Berlusconi è così ostinatamente legato a quel passato e a quel nome-slogan.

Sì, certo. Rappresenta molto, per lui. Fu uno dei fattori che ne determinò la vittoria nel 1994, preceduto, un anno prima, da una campagna pubblicitaria. Quella "Fozza, Italia" che però, secondo le ricostruzioni offerte dall'agenzia che la realizzò, la Armando Testa, non c'entrava assolutamente nulla con Berlusconi (a posteriori, in molti reinterpretarono quella campagna come uno studiatissimo lancio pubblicitario ai limiti del subliminale. Ma, appunto, i pubblicitari negarono e l'interpretazione ex post rimase una di quelle conoscenze collettive date per assodate ma senza alcuna prova. Anzi, anche contro le dichiarazioni di chi la realizzò. Segno che Forza Italia è stato un vero e proprio shock collettivo, un evento chiaramente storico.

Ci fu l'inno. Ci fu la spettacolarizzazione della politica. Ci furono le parodie dell'inno. Ci fu il libretto per gli italiani con l'agiografia berlusconiana. Ci fu la vittoria.

Non solo: è vero, c'erano gli alleati (che, guarda un po', oggi sono ai margini della scena politica italiana, se non del tutto scomparsi – Bossi e Fini), ma Forza Italia era Silvio Berlusconi. Gli altri si aggregavano, facevano massa, erano nomi che poi sarebbero diventati noti grazie alle apparizioni televisive, ma erano tutti trascinati da lui. Dal Cavaliere che diceva di scendere in politica per salvare il paese e oggi, come allora, invece, deve salvare prima di tutto se stesso.

Ecco perché Berlusconi è così legato a Forza Italia. Come potrebbe non essere legato alla sua creatura politica, talmente impattante da generare addirittura sospetti ai limiti delle leggende metropolitane? Fozza, Itaia. Secondo Piepoli era addirittura un test per capire se il nome funzionasse.

Fozza, Itaia o meno, quella di Berlusconi è un'enorme operazione-amarcord. Che, vista la memoria storica inesistente degli italiani, potrebbe anche funzionare, anche se al momento ha il sapore dell'ultima spiaggia.

Fozza, Itaia. Sarà anche stata una campagna di Armando Testa, per

«sensibilizzare l' opinione pubblica sulle misure previste dal nuovo Codice della strada che, se approvate, avrebbero eliminato gli spazi destinati a cartelloni e manifesti»

Ma ne parliamo ancora adesso. E ci chiediamo se ci fosse o meno la mano di Publitalia '80, su quei cartelloni. Di chi era, di chi è Publitalia '80?

In definitiva, comunque, non importa.

Dietrologicamente o realisticamente, oggi, 12 luglio 2013, mi trovo a ricordare quei manifesti e a rinverdire il retropensiero che dava per assodato che fosse una gigantesca trovata di marketing politico. La campagna pubblicitaria non si sa.

La Forza Italia sì. Quindi, semplicemente, si ricomincia. Come il giorno della marmotta. Sempre che Berlusconi trovi veramente le energie per farlo.

Chissà che fine hanno fatto, oggi, quei bambini paffuti che tifavano "Fozza, Itaia". Il loro tifo non è andato a buon fine, per il momento. Anche se nel 2006 abbiamo vinto un Mondiale.

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