Processo Mediaset: Napolitano vuole graziare Berlusconi?

Lo scenario fantapolitico evocato da Libero. Quante possibilità ci sono?

In questi giorni sulla questione Processo Mediaset e Silvio Berlusconi si rincorrono le voci più improbabili. E quindi non poteva mancare l'opzione ultima, quella che manderebbe al macero ogni speranza di equità nella giustizia: la grazia per Berlusconi concessa da Napolitano.

Lo scenario lo evoca Libero, un quotidiano non esente da sparate e che ha deciso di fare della grazia per Berlusconi il suo cavallo di battaglia nelle settimane che precedono la sentenza definitiva della Corte di Cassazione (il 30 di luglio). Ma perché mai il presidente della Repubblica dovrebbe concedere la grazia al Cavaliere? Ovviamente dietro a tutto questo ci sarebbe la volontà di salvare le larghe intese e il governo Letta. Scrive Libero:

Se Berlusconi va agli arresti il governo salta e il paese piomba in una situazione da delirio, mentre è sotto gli occhi di mezzo mondo finanziario e politico. Nessuno lo sa meglio di Napolitano, che meno di due anni fa si è inventato l’esecutivo Monti. E dopo l’investitura del Professore, l’avvio del suo secondo mandato e l’imposizione al Pd di Letta, il capo di Stato ha fatto trapelare l’ipotesi della grazia: quarto colpo di disinvoltura istituzionale assoluta in una manciata di mesi. Come la genesi, anche la permanenza in vita del governo è integralmente nelle sue mani

Tra l'altro quelli di Libero sono geniali nel riuscire ad attaccare Napolitano ("disinvoltura istituzionale assoluta") anche mentre gli attribuiscono un disegno che vorrebbero loro. Ma comunque, graziare l'uomo più ricco e più potente d'Italia al solo scopo di salvare un governo che ogni giorno che passa sembra sempre più balneare? Senza tenere in considerazione le reazioni che ci sarebbero nel mondo politico (e si spera anche nel Pd) dopo una decisione del genere?

Anche se - sempre secondo Libero - il Partito Democratico potrebbe essere tenuto a bada da Enrico Letta, che avrebbe accettato il compromesso:

Il mite premier che pratica l’arte del rinvio sogna che il suo governo passi non solo i diciotto mesi, ma qualcuno in più. Compie 47 anni il prossimo 20 agosto. Nel 2016 ne farà 50, età minima per salire al Colle, dove è ormai convinzione comune che Napolitano non completerà il settennato. A quel punto, perché non darsi il cambio, a suggello ritardato del «piano G»?

E così Libero compie il capolavoro, attribuendo a Enrico Letta la volontà che Napolitano conceda la grazia a Berlusconi in modo che il governo duri tutta legislatura e poter così succedere all'attuale Capo dello Stato. E poi? Ma al di là delle intenzioni di Letta, c'è davvero qualche possibilità che Napolitano si decida per un gesto clamoroso come la grazia a Berlusconi? Effettivamente il presidente della Repubblica ha dimostrato di avere il pelo sullo stomaco per prendere determinate decisioni in vista di un "bene superiore", e in questo caso il bene superiore potrebbe essere la salvezza del governo Letta e delle larghe intese da lui volute.

Troppo poco, però. Per questo si parla di "pacificazione nazionale", per alzare il livello di bene superiore. Anche se pensare che concedere la grazia al Cavaliere possa essere un gesto che pacifica l'Italia sembra un'assurdità. Non ci sarà pacificazione con la grazia, non ci sarà con la condanna, non ci sarà con un'assoluzione: sono tutti scenari che in un modo o nell'altro provocheranno tensioni fortissime. E allora tanto vale lasciare che la giustizia e la politica facciano il loro corso. Libero permettendo.

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