Bernard Tapie, l’avventuriero che fa tremare la Francia

Lo chiamavano “il Berlusconi di Francia”. Imprenditore e mecenate dello sport, attore di teatro e ministro sotto il Governo Mitterand, l’incredibile storia dell’uomo al centro di uno scandalo che coinvolge anche Nicolas Sarkozy e Christine Lagarde

Quando era all’apice, fra la metà degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta, Bernard Tapie era, per tutti, “il Berlusconi di Francia”. Stesse capacità ammaliatrici, stesso amore per la ribalta, stessa spregiudicatezza e stessa parabola. Una somiglianza e un parallelismo che si rinnova in questi giorni di problemi giudiziari. Mentre Berlusconi è a un passo dall’interdizione dai pubblici uffici che potrebbe arrivare a fine mese, Tapie ha passato quattro giorni in carcere a causa di un’inchiesta che risale ai fatti di cinque anni fa, quando, al termine dell’arbitrato con il Credit Lyonnais, cedette l’Adidas portandosi a casa 400 milioni di euro. L’accusa mossa a Tapie sarebbe di frode organizzata, ma ciò che sta tenendo la Francia con il fiato sospeso la Francia è il coinvolgimento di Christine Lagarde, ex ministro dell’Economia del Governo Sarkozy, ora alla guida del Fondo Monetario Internazionale.

Messo in difficoltà da gravi problemi finanziari, Tapie cedette Adidas al Credit Lyonnais, accusando la banca, di proprietà statale, di avere sottovalutato la società. Fu proprio Lagarde a sciogliere ogni controversia con un arbitrato che garantì a Tapie i 400 milioni della somma ottenuta dalla banca e un risarcimento.

Secondo gli inquirenti ci sarebbe stata un’intesa fra Tapie, l’arbitro, l’entourage di Sarkozy e nella vicenda sarebbero coinvolti anche Stephane Richard, numero uno di Orange/France Telecom, e Jean François Rocchi, responsabile dei passivi del Crédit Lyonnais, e uno dei giudici dell'arbitrato, Pierre Estoup. I giudici francesi sostengono che l’arbitrato si sia chiuso con una soluzione compromissoria, avversa all’interesse dell’ente: la cifra di 285 milioni ottenuta con la condanna dell’ente di gestione dei debiti della banca sarebbe lievitata a 400 milioni di euro con gli interessi.

Fedele al suo personaggio, Tapie non ci sta a venire messo all’angolo. In un’intervista a France 2, il vulcanico imprenditore è passato al contrattacco:

è impensabile che Nicolas Sarkozy non abbia dato il via libera. Ha sempre dato il via libera.

Dopo avere chiamato in causa l’ex presidente francese, Tapie ha parlato di complotto, sottolineando come i quattro giorni di custodia cautelare ai quali è stato sottoposto siano un veneto “raro” per reati di natura finanziaria.

E in Francia Le Monde parla già di berlusconizzazione di Sarkozy, cioè della capacità dell’ex presidente di volgere a suo favore i numerosi scandali che lo vedono coinvolto e di costruire sul vittimismo la corsa alla ricandidatura del 2017. Fantapolitica? Visti gli ultimi vent’anni di politica italiana non ci sarebbe nulla di strano se accadesse anche Oltralpe.

Chi è Bernard Tapie

Business man specializzato nell’acquistare aziende in crisi e rivitalizzarle, Tapie divenne famoso, come il suo omologo italiano, anche grazie allo sport. Nel 1986 fondò il team ciclistico La Vie Claire che, al debutto al Tour de France, piazzò due uomini sui gradini più alti del podio: 1° Greg Lemond, 2° Bernard Hinault. Sempre nel 1986 divenne presidente dell’Olympique Marsiglia ottenendo, anche nel calcio, gli stessi risultati: quattro titoli di Francia consecutivi (89-92), ma soprattutto il successo in Coppa dei Campioni, l’unico ottenuto da una squadra francese in cinquantanove edizioni.

In quegli anni Tapie entrò in politica, addirittura prima del suo omologo Berlusconi. Nel 1992 e nel 1993 fu Ministro delle città sotto la presidenza di François Mitterand, deputato dal 1989 al 1996 fra i socialisti, nel 1994 alle Elezioni Europee propose il gruppo Energie Radicale, abortito dopo pochi mesi. Nel 1994 fu coinvolto nell’Affaire VA-OM, un caso di corruzione ad alcuni giocatori del Valenciennes pagati per far vincere facile una gara di campionato all’Olympique in vista della finale di Coppa Campioni. Condannato a due anni di prigione nel 1995, nel 1997 Tapie subì otto mesi di detenzione in isolamento.

Fra la condanna e la detenzione, Tapie trovò persino il tempo di girare un film da protagonista, Uomini e donne istruzioni per l’uso, diretto da Claude Lelouch.
Uscito di prigione e pubblicato un libro sull’esperienza della detenzione, Tapie è tornato all’Olympique Marsiglia come direttore sportivo, ha registrato un singolo con il rapper Doc Gynéco e si è dedicato per anni al teatro recitando, con grande successo di pubblico e critica, in Qualcuno volò sul nido del cuculo.

Dopo la vendita dell’Adidas è tornato nel mondo degli affari acquistando una quota del Club Med subito rivenduta e poi il 50% delle quote dell’editrice Hersant Média.

Bigger than life direbbero gli americani. Talmente straripante che non ci sarebbe da stupirsi se qualcuno chiamasse Berlusconi il “Tapie d’Italia”.

Via | Le Monde

Foto © Getty Images

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