Wedi, palestinese di cinque anni arrestato in Cisgiordania per una pietra

Brutta storia quella di Wedi, che riaccende l'attenzione su alcuni arresti arbitrari in Cisgiordania.

Il viso reso irriconoscibile, le sua canotta arancione sbracciata, le sue scarpine impolverate, ma soprattutto i suoi strilli mentre viene trasportato in una macchina dell'esercito israeliano insieme al padre bendato, stanno facendo il giro del mondo.



Cinque anni soli, troppo pochi per essere arrestato ufficialmente (la legge ne impone almeno dodici, considerati il limite minimo della responsabilità penale) eppure... Il suo "crimine" quello di aver lanciato, nel caldo soffocante di una stradina di Hebron, una pietra su un cane, la stessa che è rimbalzata su un'auto delle forze di sicurezza provocandone la spropositata reazione, denunciata dall'ONG B’Tselem, gruppo israeliano impegnato nella difesa dei diritti dell'uomo.
Le autorità si difendono affermando di aver agito per mettere in sicurezza i passanti, minacciati dal lancio di pietre, e che i due sono stati rilasciati dopo solo mezz'ora, senza che alcuna accusa sia stata ritenuta, ma la cosa resta assurda. Che l'infanzia in Cisgiordania non fosse cosa semplice, soprattutto se trascorsa giocando per le strade, è cosa nota, ma anche solo la coscienza del fatto che non ci si arresti nemmeno dinanzi al pericolo di imprimere un trauma duraturo nella fragile identità in formazione di un bambino, è qualcosa che sciocca e deve continuare a scioccare.

Via | lefigaro.fr

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