F35: in costruzione il primo modello italiano, ma il governo cancella la cerimonia

Imbarazzo per l'avvio della costruzione. E ci sono nuovi dubbi sull'effettiva funzionalità dei caccia

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La definizione data dal M5S, "un capolavoro di ipocrisia", incornicia la decisione del governo italiano di cancellare la cerimonia pubblica, che si sarebbe dovuta tenere il 18 luglio, per inaugurare l'inizio dell'assemblaggio del primo modello "italiano" del caccia F35 della Lockheed Martin, il primo della partita di velivoli da combattimento che l'Italia dovrebbe comprare, o forse no. A dettare la scelta delle autorità italiane la necessità di rispettare, almeno in apparenza, la mozione approvata dal Parlamento e che prevede di rimandare di sei mesi ogni decisione sull'acquisto dei costosi (e forse difettosi) caccia F35.

Già, perché il Parlamento si è riservato anche la possibilità di cancellare l'acquisto in toto, dopo un'indagine conoscitiva, ma la realtà dei fatti è che il governo italiano la sua decisione l'ha già presa, come dimostra benissimo anche la dura presa di posizione (senza precedenti) del Consiglio Superiore della Difesa secondo cui il Parlamento non ha diritto di veto su questo tipo di affari. Una posizione, clamorosamente avallata da Giorgio Napolitano che presiede il Consiglio, che ha causato proteste e indignazione tra chi non ci sta a vedere le Camere ridotte a mero notaio di quanto decide il governo.

Ma, nonostante la sospensione decisa dal Parlamento, la costruzione degli F35 continua. Anzi, comincia, in ossequio agli accordi già in essere e che nessuno si è sognato di sospendere a livello pratico. In queste ore negli stabilimenti di Cameri, in provincia di Novara, Lockheed Martin e Alenia Aermacchi (partecipata di Finmeccanica) hanno dato il via all'assemblaggio del primo cacciabombardiere acquistato dall'Italia. Un evento che si sarebbe dovuto celebrare giovedì prossimo in pompa magna. Ma, vista la crescente contrarietà in Parlamento per un progetto che impegna tra i 12 e i 17 miliardi di euro (cifre destinate a crescere, viste le difficoltà nel rodaggio dei caccia) in un momento di tagli alla spesa, il governo ha deciso di soprassedere. E la decisione ha fatto discutere più dell'inaugurazione stessa.

Intanto continuano i dubbi non solo sull'aspetto economico, ma anche pratico dell'acquisto di 90 (ma erano 131 inizialmente) cacciabombardieri. Oltre ai problemi nel rodaggio, che hanno portato il Pentagono a sospendere temporaneamente la sperimentazione, c'è un risvolto che li renderebbe inutilizzabili, almeno per l'Italia: la Cavour, la portaerei su cui dovrebbero essere trasportati nelle zone di guerra, non sembra in grado di imbarcarli. Secondo l'ammiraglio Jonathan Greenert, responsabile delle Operazioni navali della US Navy, il calore di getto dell'F35B in base di decollo è tale da rendere inadatte la maggior parte delle portaerei (tra cui la nostra Cavour) a meno di sostanziali – e costose – modifiche.

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