Antonio Di Pietro contro Beppe Grillo: "Aiuti Berlusconi"

Al centro della questione i referendum sulla giustizia proposti dai Radicali. Tra i quesiti anche norme sulla separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati. Esattamente quello che il Cavaliere sogna da sempre.

Antonio Di Pietro non sarà più il segretario dell'Italia dei Valori, ma quando c'è da prendere posizioni importanti ci pensa comunque lui. Anche perché una lettera rivolta a Beppe Grillo da parte del misconosciuto nuovo leader di un partito sul punto di evaporare non avrebbe avuto molta risonanza. Ma perché Di Pietro scrive al leader del Movimento 5 Stelle accusandolo di voler fare un favore a Berlusconi? La ragione sono i referendum proposti dai Radicali. Il tutto inizia con la più classica delle captatio benevolentiae:

Caro Beppe, in questi anni molte battaglie ci hanno accomunato e molte volte siamo scesi insieme in piazza per difendere la Costituzione e lo Stato di diritto. Ci siamo spesso trovati uno accanto all’altro per proteggere il Paese dall’aggressione squadrista di Berlusconi. Entrambi abbiamo lottato contro molte ingiustizie, abusi e contro il tentativo di alcuni spregiudicati di impossessarsi delle istituzioni per piegarle a proprio uso e consumo. Entrambi siamo stati attaccati dal sistema perché scomodi e perché ci siamo sempre battuti per difendere i diritti dei più deboli, non scendendo mai a compromessi.

Un incipit appassionato (ma chissà che faccia farà Grillo leggendolo) per poi passare al punto:

Sono rimasto stupito e amareggiato quando ho letto le tue dichiarazioni d’appoggio ai referendum sulla giustizia dei radicali. Primo perché sono dei quesiti volti a punire quei magistrati, che fanno fino in fondo il loro dovere rischiando di bloccare tutta l’attività penale in quanto prevedono la responsabilità civile dei giudici, che rappresenta una vera e propria punizione, visto che una sanzione disciplinare può essere messa in atto già da subito con l’intervento del Csm. Non a caso Berlusconi ha già manifestato la volontà di appoggiare i referendum ed ha messo a disposizione dei radicali le sue strutture di partito su tutto il territorio nazionale.

Ma di che referendum si tratta? Di quelli sulla "Giustizia giusta", alla base dei quali ci sono provvedimenti che Berlusconi sogna da una vita, come la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei magistrati. Dopo aver fatto il punto della situazione, Tonino si lancia in un accorato appello:

Non puoi tuonare contro il sultano di Arcore, colui che ha distrutto questo Paese e che lo ottiene in ostaggio da 20 anni, e poi aiutarlo nel suo intento di punire i magistrati e di bloccare il sistema giustizia. E che dire del tentativo di separare le carriere dei magistrati? La separazione delle carriere, caro Beppe, altro non è che l’anticamera dell’esclusione dell’obbligatorietà dell’azione penale, attraverso il controllo dell’esecutivo sul pubblico ministero. Sarebbe una cosa gravissima perché, in sostanza, verrebbe a mancare uno dei cardini della nostra Carta costituzionale: l’autonomia della magistratura.

Per chiudere, Di Pietro chiede al leader M5S di ripensarci e fare marcia indietro:

Caro Beppe, io spero che tu possa ripensarci e fare marcia indietro, altrimenti dovresti spiegare a tutti i cittadini italiani che ti hanno votato e a tutti coloro che credono che la giustizia sia uguale per tutti, le incomprensibili ragioni di questa tua scelta. Spero sia stato un abbaglio e che tu possa togliere al più presto l’appoggio a questi referendum dei radicali sulla giustizia, che sono una manna dal cielo per il pregiudicato Berlusconi. Il Paese non si merita anche quest’ennesima umiliazione e ferita della Carta costituzionale e questo sfregio alla giustizia.

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