Sondaggi Primarie Pd: chi è il favorito per la segreteria?

Matteo Renzi ampiamente in testa con il 59%. Gli altri concorrenti si spartiscono le briciole. Ma la corsa non è nemmeno iniziata.

Ancora non si sa esattamente quando si faranno, quali saranno le regole e nemmeno quali saranno i candidati a partire dall'indeciso front runner Matteo Renzi - anche se c'è da dire che qualcosa ha iniziato a muoversi e prime indiscrezioni su date ecc. iniziano a circolare -; ma si sa che i sondaggi non perdono tempo e così iniziano a circolari anche i primi riguardanti la corsa alle primarie per la segreteria Pd.

Sondaggi Swg che prendono in considerazione tutti i nomi che fino a questo momento sono stati fatti, e quindi quelli di Matteo Renzi, Stefano Fassina, Gianni Cuperlo, Guglielmo Epifani, Pippo Civati e l'outsider Gianni Pittella. L'istituto di sondaggi ha preso in considerazione i soli elettori del Partito Democratico - anche se probabilmente si tratterà di primarie aperte - e il verdetto diciamo che non lascia sbalorditi.

Al primo posto si piazza infatti Matteo Renzi, che già al primo turno conquisterebbe un siderale 59% lasciando a tutti i concorrenti solo le briciole. Briciole che si ripartirebbero in questo modo: il segretario del Pd Epifani conquisterebbe il 7%, seguito da Pippo Civati al 6%, Cuperlo al 5%, Fassina al 4%, Pittella al 2%.

C'è da dire che tra i nomi proposti, fatta eccezione per Epifani, solo quello di Renzi è altamente riconoscibile dagli elettori, e in questa fase è un vantaggio fondamentale. Tra gli altri candidati è facilmente immaginabile che persone che hanno fatto parlare molto di sé in questo periodo e che stanno indubbiamente raccogliendo molti consensi - come per esempio Civati - aumenteranno facilmente i consensi non appena la competizione entrerà nel vivo.

Certo che se i numeri sono questi, per il rottamatore non dovrebbe essere difficile prendersi la sua rivincita dopo la sconfitta subita l'anno scorso da parte di Pierluigi Bersani. Un risultato che sarebbe ancora più importante visto che non si tratta delle primarie per il candidato premier, ma per il segretario, ruolo che a maggior ragione dovrebbe avvantaggiare una figura più d'apparato.

Sempre dalle rilevazioni Swg sembra di capire che nonostante si sia appena all'inizio di queste primarie, gli elettori abbiano le idee già abbastanza chiare. La "zona d'ombra" è solo del 17%, composto da un 7% che non voterebbe "nessuno di questi" e da un 10% ancora senza opinione.

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