Beppe Grillo attacca il Pd che vuole salvare Berlusconi

Il leader del Movimento 5 Stelle ha gioco facile ad attaccare il Partito Democratico e la sua legge ad personam per salvare il Cavaliere.

La capacità del Partito Democratico di rimediare pessime figure è quasi incredibile. L'ultima è la proposta di una legge che consentirebbe a Berlusconi di salvarsi dalla richiesta di ineleggibilità fatta dal Movimento 5 Stelle (una legge che viene proprio da coloro, o parte di essi, che chiedevano al partito uno scatto d'orgoglio). E così Beppe Grillo ha gioco facilissimo a scagliarsi contro il Pd nel suo ultimo post:

Ineleggibile o incompatibile? Salvare ancora Berlusconi o dopo vent'anni di inciuci dimostrare di essere qualcosa di più di un ectoplasma politico? Questo è il problema per il pdmenoelle. Se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi dell'opinione pubblica, i sassi e i dardi della propria sepolta coscienza, o buttar fuori dal Parlamento un evasore ineleggibile. Tale dilemma non esiste.Tra "Essere e non essere" il pdmenoelle ha sempre scelto, in nome di comuni interessi, di "Non essere".

In effetti è davvero difficile capire perché il Pd non possa semplicemente chiarirsi le idee su cosa fare nel momento in cui si andrà a votare per l'ineleggibilità del Cavaliere e debba invece trovare un modo per salvare Berlusconi che, tra l'altro, non piace nemmeno al Pdl.

Di fronte alla improvvisa perdita del suo azionista di riferimento per ineleggibilità, il pdmenoelle non ha avuto esitazioni: ha certificato la propria "non esistenza", sulla quale pochi in realtà avevano dei dubbi. I parlamentari pdmenoellini Luigi Zanda e Massimo Mucchetti hanno presentato un disegno di legge per modificare la legge 361 del 1957 sulla ineleggibilità per i casi di conflitto di interesse sostituendola con il principio di incompatibilità. Berlusconi avrà quindi un anno per scegliere fra le sue aziende o la politica. Nel frattempo potrà rimanere tranquillamente in Parlamento invece di esserne cacciato.

L'autolesionismo del Pd, che forse pensava di mettere il Cavaliere di fronte a un bivio, ma che invece gli offre la possibilità di salvarsi e che nel frattempo certifica come Berlusconi fosse in effetti ineleggibile, è opera di 23 parlamentari del Partito Democratico che Beppe Grillo elenca puntigliosamente:

Il provvedimento di urgenza che, se approvato, sarà già esecutivo il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, è stato reso necessario, improrogabile, dalla richiesta del MoVimento 5 Stelle di dichiarare ineleggibile Berlusconi a norma di legge. Una legge mai fatta applicare dai governi del pdmenoelle dall'ingresso in Parlamento di Berlusconi nei primi anni '90, chissà perché. Il testo di incompatibilità è sottoscritto, oltre che da Mucchetti e Zanda, da un battaglione di 23 salvaberluschini, senatori nominati del pdmenoelle: Fedeli, Martini, Chiti, Gotor, Mirabelli, Migliavacca, Tomaselli, Tonini, Tocci, Guerrieri, Del Barba, Collina, Di Giorgi, Corsini, Zanoni, Lo Moro, Tronti, Pizzetti, Mauro Marino, Dirindin, Fattorini, Pagliari, Rita Ghedini.

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