Caso Kazakistan: revocata l'espulsione di Shalabayeva, ma ormai è tardi

La donna si trova agli arresti domiciliari a casa dei genitori e non ha subito maltrattamenti. Ma la situazione potrebbe cambiare quando si spegneranno i riflettori sulla vicenda.

La decisione del governo italiano di revocare l'espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, è arrivata ieri sera; al termine di una sequenza incredibile di errori e omissioni, per cui adesso molti stanno chiedendo le dimissioni del ministro degli Interni Angelino Alfano.

Revoca dell'espulsione motivata dal fatto che l'extraordinary rendition ai danni della donna non era stata comunicata ai vertici del Governo: né al presidente del Consiglio, né al ministro dell'Interno e neanche al ministro degli Esteri o al ministro della Giustizia. Una mancata comunicazione sulla quale indagherà il capo della Polizia. Nonostante questo, spiega il Governo, dal punto di vista formale il procedimento è stato regolare. Procedimento che però adesso viene revocato.

Ma ormai potrebbe essere tardi, visto che Shalabayeva e la figlia di sei anni si trovano già agli arresti domiciliari a casa dei genitori in Kazakistan. Non ha subito maltrattamenti e non si trova in prigione, quindi, ma il timore è che la situazione possa cambiare rapidamente non appena i riflettori sulla vicenda si spegneranno. Come spiega lo stesso Ablyazov in una lettera a La Stampa:

"Caro signor Letta, grazie per questa decisione coraggiosa, ma adesso temo che Nazarbayev reagirà mandando mia moglie Alma in prigione e la mia bambina Alua all'orfanatrofio. Alma e Alua ora si trovano in una situazione di grave pericolo, detenute dal regime di Nazarbayev che le tiene in ostaggio al fine di usarle contro di me".

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