Caso-Morales: Brasile, Argentina, Uruguay e Venezuela richiamano gli ambasciatori dai paesi europei che hanno bloccato il volo

«Un atto incredibile, scortese, un'azione ostile che viola i diritti umani e la libertà di transito e di movimento e l'immunità di cui gode ogni capo di stato». Così il Mercosur sull'atto sconsiderato.


    Il comunicato stampa ufficiale del Mercosur

    Los Estados Partes del MERCOSUR expresan su indignación y firme rechazo por la revocación infundada de los permisos de sobrevuelo y aterrizaje previamente concedidos por autoridades de algunos países europeos al avión que trasladaba al Presidente del Estado Plurinacional de Bolivia, Evo Morales, el día de ayer.

    Dichos actos inamistosos e injustificables a los cuales fue sometido el Presidente Evo Morales son incompatibles con las prácticas internacionales, con las normas de buena convivencia entre naciones soberanas y con el derecho internacional. Aún más grave, han puesto en serio riesgo la seguridad del jefe de Estado boliviano y la de su comitiva.

    La actitud de dichas autoridades constituye una grave ofensa no solo al Estado Plurinacional de Bolivia, en proceso de adhesión al MERCOSUR, sino también a todo el MERCOSUR, lo que exige una pronta aclaración y las correspondientes excusas.

    Nuestros países condenan la retención injustificada del Presidente Evo Morales y manifiestan su pleno apoyo y solidaridad al Gobierno del Estado Plurinacional de Bolivia y en especial a la investidura del Presidente.

I leader di Brasile, Argentina, Uruguay e Venezuela hanno deciso di richiamare i loro ambasciatori europei dalle nazioni che hanno negato lo spazio aereo al volo del presidente boliviano Evo Morales (fra cui, verosimilmente, anche l'Italia), in un inopinato zelo da patto atlantico anni '60, nel bel mezzo del caso Snowden e violando un bel po' di prassi che riguardano i presidenti dei paesi del mondo tutto.

Ve lo immaginate, cosa sarebbe successo se fosse toccato, che so, a Omaba? Ma anche a Putin, o ad Angela Merkel? Apriti cielo. Invece, qui a malapena sono state abbozzate giustificazioni. Di scuse non se n'è parlato.

E la notizia della reazione sudamericana è ben nascosta fra poche pagine sul web, quasi tutte straniere (per esempio, AlJazeera): Repubblica e Corriere mica ci fanno su un titolo.

Eppure non è cosa da poco. Perché la decisione è stata presa durante una riunione del Mercosur, il mercato comune dell'America del Sud, di cui la Bolivia è entrata a far parte l'anno scorso.

E i toni utilizzati dai leader dei quattro paesi non sono affatto accomodanti, né sul programma Prism né sul resto:

«Respingiamo con forza l'intercettazione delle comunicazioni e le operazioni di spionaggio nelle nostre nazioni, perché costituiscono una violazione dei diritti umani, una violazione dei diritti dei nostri cittadini alla privacy e all'informazione»

E ancora:

«E' una comportamento inaccettabile, che viola la nostra sovranità e danneggia le relazioni fra nazioni»

Dal Mercosur sono giunte anche parole molto chiare a proposito del diritto di asilo e delle pressioni esercitate da Washington affinché non si concedesse asilo politico a Snowden (il quale, intanto, continua ad attendere di avere una vita al di fuori dall'area transiti dell'aeroporto di Mosca):

«Ripudiamo qualsiasi azione che possa minare l'autorità degli Stati di garantire e aplicare integralmente il diritto di asilo. Rigettiamo qualsiasi tentativo di fare pressione, minacciare, criminalizzare uno Stato sul diritto sovrano di un paese di concedere asilo»

E poi viene il bello.

Il Ministro degli Esteri dell'Uruguay, Luis Almagro, parlando a margine dell'incontro del Mercosur, ha definito le azioni dei governi europei come

«infondate, discriminatorie e arbitrarie».

E così, gli ambasciatori vengono richiamati.

«La gravità della situazione - che è una tipica pratica neo-coloniale - è un atto insolito, scortese e ostile, che viola i diritti umani e lede la libertà di transito, di spostamento, l'immunità che gode ogni capo di stato»

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