Turchia: nuovi scontri in piazza Taksim, e arrivano le squadracce governative

Gli agenti hanno utilizzato cannoni ad acqua, pallottole di plastica e lacrimogeni per disperdere la folla. Le armi utilizzate anche nelle settimane passate per combattere contro i manifestanti

Altri scontri in piazza Taksim

Di nuovo la polizia che usa le maniere forti contro i manifestanti che tentavano di raggiungere piazza Taksim, a Istanbul. In Turchia pare non finire mai la violenza, così come la contestazione nei confronti del premier Erdogan. Migliaia di persone si erano riunite in un luogo vicino alla piazza, diventata ormai simbolo della rivolta scoppiata a fine maggio. Cinquecento persone, però, a un certo punto hanno iniziato a marciare proprio verso piazza Taksim, scatenando la reazione delle forze dell'ordine.

Gli agenti hanno utilizzato cannoni ad acqua, pallottole di plastica e lacrimogeni per disperdere la folla. Le armi utilizzate anche nelle settimane passate per combattere contro i manifestanti, che occupavano piazza Taksim e il vicino Parco Gezi, riaperto da poco al pubblico. Qui il governo intende costruire una caserma ottomana, una moschea e un centro commerciale. Abbattendo le piante.

Un progetto che è stato prima di tutto contestato dalla piazza, che poi ha iniziato a manifestare contro l'esecutivo. E poi bocciato anche dal tribunale di Istanbul che, tra due mesi, renderà nota la decisione definitiva. Nel frattempo, tra apparente calma e giorni di battaglia, Erdogan si ritrova sempre più solo. Sì, perché a livello mondiale ci sono state critiche per i modi duri con cui si cerca di reprimere la vicenda.

La polizia ha usato spesso anche i manganelli. E ha arrestato diversi manifestanti, ma anche alcuni giornalisti. Tra cui due italiani, poi rilasciati. Colpevoli di aver ripreso gli scontri in piazza Taksim. La Turchia pare essere sempre di più uno Stato di polizia. Erdogan ha infatti fatto sapere che la polizia sostituirà pure i vigilantes, che finora si occupavano di controllare i campus universitari: "Non vogliamo vedere ragazzi che vanno in giro con bottiglie incendiarie o con machete". Pare, però, che proprio questi uomini in borghese, che negli ultimi giorni, hanno aggredito proprio con i machete alcuni manifestanti, siano rappresentanti del partito governativo o dei servizi di sicurezza. Una sorta di squadraccia che affianca i reparti anti-sommossa.

Foto | © Getty Images

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