Palestina: Oggi lo sciopero della collera contro il Piano Prawer


Oggi in tutta la Palestina si manifesta contro il Piano Prawer. La giornata è stata denominata lo sciopero della collera e ad indirlo è stato High Follow-Up Committee for Arab Citizens of Israel, un rete di partiti e organizzazioni non governative.

Il Piano, approvato in una prima lettura dalla Knesset, prevede la confisca di territori arabi nel Negev, il trasferimento coatto di 40miila beduini del deserto e la demolizione di 36 villaggi. Tra le clausole contenute nel Piano ce ne sono due molto discutibili. La prima destituisce di ogni potere di intervento la magistratura, mentre la seconda prevede dei risarcimenti risibili per i beduini. Ricordiamo che questi vivono in villaggi "non riconosciuti", in condizioni di estrema povertà e privi di servizi pubblici.

La giornata di sciopero si sta espandendo in tutta la Palestina, da Haifa fin sotto gli uffici governativi a Beer Sheva e la Ben Gurion University. Oggi ci saranno manifestazioni anche a Jaffa, Akka, Led, a Gerusalemme, Nablus, Ramallah, Hebron fino ad arrivare a Gaza.

Il Comitato promotore ha paragonato il Piano Prawer ad un vulnus simile a quello del Al-Nakba: la giornata della catastrofe, quando nel 1948 più di 700mila palestinesi furono estromessi dai loro territori.
Le richieste del Comitato al governo, riportate dal Jerusalem Post, sono chiare:

Il Governo di Israele ha dichiarato guerra ai Beduini e alla comunità Araba. Chiediamo che il governo congeli immediatamente il piano per sei mesi e apra un dialogo

La risposta di Israele alle manifestazioni non si è fatta attendere. Secondo l'Agenzia Nena News, ci sarebbero stati già dieci arresti a Beer Sheva.

Dopo la proposta di qualche giorno fa del Ministro della Pianificazione Abitativa israeliano, ovvero di costruire 10000 nuove unità abitative per coloni a Gerusalemme est e in Cisgiordania, l'offensiva del governo israeliano non sembra placarsi.
Le iniziative di Netanyahu, come la telefonata della settimana scorsa al premier palestinese Abū Māzen, in cui sollecitava una ripresa dei colloqui di pace, appaiono di facciata e rispondenti ad una precisa tattica politica. Da un lato il Presidente israeliano mostra al mondo un "atteggiamento conciliante" e dall'altro mette in campo politiche colonialiste e razziste.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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