Nuovo procuratore antimafia: il plenum del Csm deciderà tra quattro candidati

Ancora in alto mare la nomina del successore di Pietro Grasso


Bisognerà aspettare ancora per la nomina del nuovo procuratore antimafia, che occuperà il posto lasciato vacante lo scorso dicembre da Pietro Grasso, quando l'attuale Presidente del Senato decise di candidarsi alle elezioni politiche per il Pd. Da allora la carica è occupata ad interim dal magistrato Giusto Sciacchitano, ma nelle ultime settimane il presidente Napolitano ha in più occasioni sollecitato una rapida soluzione della vicenda. Che però non arriverà, quantomeno non in tempi brevissimi, perché il Csm è spaccato e perché, al contrario di quanto accaduto in passato, manca un candidato "forte".

La Commissione per gli incarichi direttivi non è riuscita oggi a indicare un nome unitario da far votare al plenum, e anzi ai due favoriti se ne sono aggiunti altri due, dando l'idea di un Palazzo dei Marescialli piuttosto confuso, se non proprio spaccato. Ora sarà il plenum del Csm a decidere chi prenderà il posto di Grasso, ma prima i proponenti dovranno mettere per iscritto le motivazioni e passare la delibera al ministro Cancellieri, che dovrà dare un parere sui nomi. Solo a quel punto, se non ci saranno altri intoppi, il plenum potrà votare. Il problema, però è che il 31 luglio scade la Commissione, quindi se le pratiche non saranno pronte per quel giorno, bisognerà ricominciare tutto da capo. Una vera corsa contro il tempo per arrivare al plenum in programma per il 30 luglio con tutte le pratiche pronte per il voto.

I quattro contendenti sono Franco Roberti, Roberto Alfonso, Luigi de Ficchy e Guido Lo Forte. Franco Roberti, che ha ottenuto due voti, è procuratore di Salerno ed è da mesi il grande favorito alla PNA, sia per anzianità di servizio sia perché a Napoli ha indagato a lungo sulla camorra (ed è stato anche tra i magistrati che hanno indagato su Calciopoli). Roberto Alfonso è il procuratore di Bologna, ed è stato il primo nome "di peso" a formalizzare la candidatura. Alfonso è stato uno dei vice di Grasso alla Direzione Nazionale Antimafia e ha indagato sulle infiltrazioni mafiose in Emilia Romagna. Anche lui ha ottenuto due voti.

Il nome di Luigi de Ficchy, che ha ottenuto un voto, è stato proposto dal componente laico del Csm in quota Pd Guido Calvi. De Ficchy è attualmente procuratore di Tivoli, ma in passato è stato sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia e molto attivo nelle indagini sulle infiltrazioni camorristiche nel territorio pontino. Infine Guido Lo Forte, altro nome di punta nella lotta alla mafia, è procuratore di Messina e nelle scorse settimane ha messo a segno un'operazione che ha portato alla scoperta dei legami tra la mafia e l'Ateneo di Messina, operazione che gli è valsa i complimenti del Guardasigilli. Il nome di Lo Forte ha ottenuto un voto.

In passato non si era mai avuta una tale incertezza nella nomina del Procuratore Nazionale Antimafia, anche perché c'erano sempre stati tra i candidati nomi che, per anzianità e stato di servizio, non ammettevano concorrenza. Fu così per il primo procuratore, Bruno Siclari, che si trovò a dover gestire il posto creato da Giovanni Falcone, e che il magistrato siciliano avrebbe quasi sicuramente occupato se non fosse stato ucciso. Ma soprattutto è stato così nel 1997 per Pier Luigi Vigna, decano dei magistrati italiani, e nel 2005 per Pietro Grasso, soprattutto dopo la legge "contra-personam" con cui il Pdl mise fuori gioco Giancarlo Caselli, che per anzianità e stato di servizio avrebbe potuto aspirare al ruolo.

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