Caso Calderoli vs Kyenge diventa Letta vs Maroni e anche Salvini vs Napolitano

Non si placa la polemica sulla infelicissima battuta di Roberto Calderoli.

Tutti parlano, tutti reagiscono, nessuno fa passi indietro e dunque non ci sono ancora reali passi avanti nella questione Calderoli-Kyenge. Il vicepresidente del Senato non ha intenzione di dimettersi, il segretario del suo partito, Roberto Maroni, sollecitato dal Presidente del Consiglio Enrico Letta a chiudere questa questione per evitare lo scontro, risponde che per lui la vicenda è già chiusa, perché Calderoli si è scusato.

Sì, in effetti Calderoli si è scusato telefonando ieri sera al ministro Kyenge, ma poi ne ha tirata fuori un'altra delle sue in un'intervista pubblicata stamattina da Repubblica in cui ha detto di paragonare tutte le persone ad animali. Per non parlare dell'assessore leghista Daniele Stival che ritiene che in tutta questa storia il vero offeso sia l'orango.
Tutti vogliono dire la propria e questo atteggiamento non fa che infuocare ancora di più la polemica.

Matteo Salvini, che non perde mai occasione per non intervenire su questioni di qualsiasi tipo, ha scritto uno status su Facebook contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

"Napolitano si indigna per una battuta di Calderoli.
Ma NAPOLITANO si indignò quando la Fornero, col voto di PD e PDL, rovinò milioni di pensionati e lavoratori?
Io mi INDIGNO con chi si indigna.
Napolitano, taci che è meglio!"

Sì, avete letto bene, Salvini intima a Napolitano di tacere, come non farebbe nemmeno con suo nonno o con uno zio per rispetto dell'anzianità, qui non c'è nemmeno il rispetto dei ruoli. E il segretario della Lega Lombarda insiste nel suo accostare vicende diverse anche nel secondo round dell'attacco a Napolitano:

"Leggo che il presidente Napolitano si è risentito per il mio invito a tacere, e me ne dispiaccio. Sono anzi certo che, accolte le mie scuse, non mancherà di esprimere la sua indignazione per la deportazione dall'Italia di Aula, bimba kazaka di 6 anni, e della sua mamma, colpevoli solamente di essere figlia e moglie di un dissidente"

E forse il problema che i leghisti non capiscono la gravità di quello dicono e le conseguenze che i loro comportamenti possono avere.
Per esempio, Forza Nuova, ancora più agguerrita della Lega, ha accolto il ministro Kyenge a Pescara con dei cappi appesi davanti al Palazzo della Provincia.

Il premier Enrico Letta, ha fatto un appello a Maroni, con cui sta lavorando per l'Expo 2015, affinché ponga fine a questa storia, probabilmente auspicando un invito da parte del segretario della Lega e governatore della Lombardia alle dimissioni di Calderoli, che sarebbero un bel gesto anche secondo la pidiellina Mara Carfagna ("dimostrerebbero un serio pentimento"), ma il suo ultimatum non viene colto, perché per Maroni le scuse di ieri sera bastano e avanzano e per quanto lo riguarda la storia è già chiusa.

Intanto il Pd, Sel e Scelta Civica hanno chiesto ufficialmente le dimissioni di Calderoli, mentre il MoVimento Cinque Stelle le riterrebbe inutili perché, dice il capogruppo al Senato Nicola Morra

"Sono anni che si ascoltano dichiarazioni razziste da parte della Lega e si vive in un clima di incultura"

Su una cosa Enrico Letta ha indiscutibilmente ragione:

"L'Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all'Italia"

Ma finora la Lega ha dimostrato di non interessarsi del bene dell'Italia, vedremo quindi se Letta, che già tante pressioni deve subire dal Pdl, si farà mettere i piedi in testa anche dal Carroccio, che è all'opposizione, o se entrerà nella "logica di scontro totale".

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO