Caso Ablyazov - Shalabayeva. Alfano: «Riorganizzare il dipartimento di pubblica sicurezza»

Il futuro del governo Letta passa anche dal Kazakistan. Ma il Ministro dell'Interno nega qualsiasi responsabilità del governo, che non è stato informato di tutti i passaggi della vicenda. Dimissioni del capo di gabinetto, chiesta rimozione del capo segreteria del dipartimento di pubblica sicurezza e riorganizzazione del dipartimento stesso.

Angelino Alfano, Kazakistan

18.22: si chiude l'intervento del Ministro dell'Interno. In sostanza, le conseguenze del fattaccio sono: le dimissioni del capo di gabinetto, accettate da Alfano stesso. La proposta di rimuovere il capo segreteria del dipartimento della pubblica sicurezza. La riorganizzazione del dipartimento da parte di Pansa.

18.21: Le decisioni di Alfano:

«Resta grave la mancata informativa al governo.
Ho chiesto al capo della polizia, al capo del dipartimento della pubblica sicurezza, una riorganizzazione a cominciare dal vertice del settore immigrazione.

Ho accettato, e l'ho fatto con profondo rispetto per la sua carriera onorabile, le dimissioni del mio capo di gabinetto. Ho proposto l'avvicendamento del capo della segreteria del dipartimento della pubblica sicurezza».

18.17: tutta colpa dei gradi bassi della scala gerarchica (eccezion fatta per il capo di gabinetto di Alfano?). Questo il senso della relazione del Ministro:

«Sono qui per riferire di una vicenda di cui non ero stato informato».

«In nessuna fase della vicenda i funzionari italiani hanno avuto informazione alcuna che Ablyazov fosse un rifugiato politico e non un pericoloso latitante. Non è mai stata presentata domanda d'asilo da parte di Alma Shalabayeva».

18.14: la relazione di Pansa – non potevano esserci dubbi – esclude che Letta o Alfano siano stati informati dell'espulsione delle due cittadine kazake. Alfano la legge trafelato, a tratti incespica sulle sillabe.

18.05: Angelino Alfano sta leggendo la relazione del capo della Polizia.

16:00. Salta la prima testa nel caso Ablyazov-Shalabayeva, dopo che il capo della Polizia Pansa ha consegnato al ministro Alfano la sua relazione. Si è infatti dimesso il capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini. Dimissioni, per la verità, tutt'altro che inattese visto che sarebbe stato proprio il prefetto Procaccini, uno dei funzionari di più alto grado nel Ministero dell'Interno, a gestire la vicenda sin dalle prime battute.

È infatti a Procaccini che si sarebbe rivolto direttamente l'ambasciatore kazako per sollecitare il blitz (anzi, i tre blitz) che hanno portato prima all'arresto e poi all'espulsione della moglie e della figlia del dissidente Ablyazov. Le dimissioni di Procaccini non facilitano comunque la vita ad Alfano, perché un fatto del genere non ha precedenti. Intanto, riportano fonti parlamentari, Alfano riferirà in Senato questo pomeriggio dopo le 18.

Pansa relaziona ad Alfano


13.00

: Alessandro Pansa ha consegnato la sua relazione al Ministro dell'Interno Angelino Alfano. Il documento contiene la ricostruzione di tutta la vicenda che ha fatto sì che moglie e figlia di Ablyazov venissero espulse dal nostro paese.

E' interessante il fatto che questa relazione venga consegnata per prima cosa ad una persona che viene ritenuta da più parti fra i responsabili dell'evento.

Kazakistan

Alma Shalabayeva, moglie di Mukhtar Ablyazov, e la figlia della coppia sono stati espulsi dall'Italia inopinatamente. Oggi si misura la resistenza della maggioranza proprio su questo tema. La stabilità del governo Letta passa non solo da Berlusconi, ma anche dal Kazakistan.

In giornata, infatti, dovrebbe arrivare la relazione del capo della polizia, Alessandro Pansa.

Cosa potrà esserci scritto, nella relazione, se non che ci sono delle colpe? E chi pagherà per questo? Repubblica dà per certo che ci siano, a rischio:

«il capo di gabinetto del Ministro, Giuseppe Procaccini; il segretario del dipartimento di sicurezza, Alessandro Valeri; il capo della polizia pro tempore, Alessandro Marangoni».

Del resto, la linea di Angelino Alfano sembra quella dell'amante pizzicato in flagrante: negare tutto, con la speranza di mantenere lo status quo. E dunque, in questo caso, non già tenersi moglie e concubina: parliamo di politica, non di relazioni amorose. Negare tutto e sacrificare la dirigenza per restare al proprio posto.

C'è un problema, però: la mozione di sfiducia di M5S e SEL, che potrebbe far emergere qualche falco nel Pdl e far venire allo scoperto (nel segreto dell'urna) i dissidenti Pd, ammesso che ci siano ancora.

Nel frattempo, spunta il fax all'ufficio immigrazione da parte dell'ambasciata kazaka, che si è congratulata per il successo e la rapidità dell'espulsione. Alfano non sapeva nemmeno questo?

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