Caso Calderoli, la grillina Fucksia difende il leghista: «Che ha detto di male?»

La senatrice M5S condivide l'abitudine di paragonare i colleghi ad animali

Nel mare di critiche e richieste di dimissioni rivolte a Roberto Calderoli dopo le frasi ingiuriose contro il ministro Cecile Kyenge ("mi ricorda un orango") finora erano stati solo i compagni del Carroccio a difendere (spesso con qualche distinguo) il vicepresidente del Senato. Ora invece arriva in suo soccorso una voce dal Movimento 5 Stelle, quella della senatrice Serenella Fucksia, che in un'intervista al Secolo XIX non solo dice di opporsi alla richiesta di dimissioni, ma difende addirittura nel merito le frasi del leghista:

Ma cos’ha detto di così negativo? Io proprio non lo capisco

Il Movimento 5 Stelle finora si è tenuto ai margini della polemica politica su Calderoli, e il capogruppo Morra aveva sì stigmatizzato le parole di Calderoli, ma non aveva partecipato alla richiesta di dimissioni e aveva invitato a concentrarsi su altri problemi; una posizione che gli era valsa l'accusa di connivenza con la Lega da parte del Pd. Serenella Fucksia, esponente non proprio allineata del M5S, si è però spinta oltre. Per lei la frase di Calderoli poteva addirittura avere una valenza positiva:

Per me tutti gli animali sono da considerarsi con un'accezione positiva, c'è molta malafede, si vogliono sempre interpretare queste cose come attacchi, ma magari non è così

La grillina poi si lancia un peana del Carroccio tutto:

Roberto Calderoli è il miglior vice-presidente del Senato che ci sia. Quando è lui a presiederla, l’Aula funziona benissimo. I leghisti sono dei gran lavoratori

E con Calderoli condivide l'attitudine a paragonare i colleghi ad animali:

Anche io faccio spesso questo gio- co. Associo i volti alle fisionomie degli animali. Anche in Aula. Guardo i colleghi e dico: quello assomiglia a un corvo, quello a uno struzzo, quell’altro a un pavone. Io, per esempio, sono convinta di assomigliare ad una papera.

E per concludere, al giornalista che gli chiede se non sia offensivo paragonare una persona di colore a un orango:

Ma perché, povero orango. Allora è offensivo anche per l’animale, perché vuol dire che è brutto. Siamo noi che gli diamo una connotazione negativa

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