Egitto: 7 morti negli scontri. Ripresi i contatti tra il governo e i Fratelli musulmani

Ieri il vicesegretario di Stato Usa ha visitato Il Cairo


È di sette morti il bilancio degli scontri di stanotte in Egitto, i primi dopo l'apparente tregua che durava da una settimana, anche in coincidenza con l'inizio del Ramadan. Le vittime apparterrebbero tutte alla fazione favorevole al presidente deposto Mohammed Morsi, e gli scontri sono avvenuti al Cairo, dove le forze dell'ordine hanno represso i disordini con i gas lacrimogeni e sorvegliando la zona delle manifestazioni con elicotteri. I disordini sono iniziati dopo l'iftar, il pasto che interrompe il digiuno del Ramadan, e centinaia di persone a volto coperto sono scese in piazza e hanno occupato il ponte 6 ottobre. Si registrano quasi 300 feriti.

Il presidente deposto, Morsi, è ancora agli arresti in un luogo segreto, e la giunta militare lo ha interrogato contestandogli diverse accuse, tra cui quella di aver incitato all'uccisione di manifestanti pacifici. Nel frattempo però i manifestanti continuano a morire anche nel nuovo corso egiziano, e la polizia ha inoltre arrestato 401 persone in seguito ai disordini.

Oggi però è un giorno importante per l'Egitto, per più di un motivo. Intanto è attesa la composizione del nuovo governo, affidato all'anziano economista Hazem Beblawi. Il premier incaricato ha incontrato nei giorni scorsi diversi esponenti di vari movimenti politici e altrettanti "tecnici", a cui ha offerto un posto di ministro nel primo governo del dopo-Morsi. Oggi dovrebbe essere annunciata la composizione del nuovo esecutivo che avrà il compito di condurre il paese alla riscrittura della Costituzione e a nuove elezioni.

Nei giorni scorsi si era vociferato che Beblawi potesse offrire dei ministeri anche agli esponenti dei Fratelli Musulmani, ma le trattative si erano interrotte, o per meglio dire non erano mai partite, nonostante il presidente Masour fosse venuto incontro alla Fratellanza rinunciando ad affidare l'incarico di premier al premio Nobel El-Baradei, inviso agli islamici. Ora però qualcosa si sta muovendo, e il portavoce della presidenza Ahmed el Moslemani ha annunciato che sono ripresi i contatti con i Fratelli musulmani e i movimenti islamici per la "riconciliazione nazionale".

Intanto qualcosa si muove anche sul fronte internazionale. Oggi Catherine Ashton, alto rappresentante Ue per la politica estera e gli affari di sicurezza, è attesa al Cairo, anche se Bruxelles, per ovvi motivi di sicurezza, non ha confermato la visita. Ieri invece era in visita alle autorità egiziane Bill Burns, vicesegretario di Stato Usa, il primo rappresentante degli Stati Uniti a visitare l'Egitto dopo la deposizione di Morsi. Burns ha dichiarato che gli Usa "non intendono interferire negli affari interni egiziani né si schiereranno con questo o quel partito o personalità".

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