Crocetta "assume" Antonio Ingroia: sarà commissario per l'informatizzazione in Sicilia

La società Sicilia e-Servizi sospettata di infiltrazioni mafiose


Antonio Ingroia ce l'ha fatta a trovare un nuovo lavoro: l'ex pm, dopo essere stato trombato alle scorse elezioni con la sua Rivoluzione Civile (presto scioltasi) e aver rifiutato il ruolo di sostituto procuratore ad Aosta, dove era stato destinato dal Csm in ossequio alle norme che impediscono a un magistrato di esercitare dove si è candidato, ora può finalmente tornare in Sicilia con un ruolo di prestigio, commissario di "Sicilia e-Servizi", la società pubblica per l'informatizzazione. A darne l'annuncio è stato il governatore siciliano Rosario Crocetta nella conferenza stampa di oggi.

"Provvederemo al più presto a commissariare Sicilia E-Servizi, Ingroia ha già dato la sua disponibilità", ha dichiarato Crocetta, sottolineando poi che la nomina dell'ex pm antimafia non è casuale: a Sicilia e-Servizi lavorava la figlia del boss di Cosa Nostra Stefano Bontade, mentre in una società collegata lavora tuttora il genero del capomafia. Tanto basta per parlare di infiltrazioni mafiose e quindi della necessità di commissariare la società per l'informatizzazione. In particolare Crocetta ha sottolineato la stranezza della società Venture (quella per cui lavora il genero di Bontade), società privata che prende tutti gli appalti della Sicilia e-Servizi. Ma dei guadagni milionari della Venture, Sicilia e-Servizi incassa solo il 3%.

In pratica una compartecipata dalla Regione affida gli appalti ad aziende private. Così Sicilia e-Servizi guadagna solo il 3% a scapito delle tasche della Regione. Il commissariamento sarà molto rigoroso; chiuderla ci costerebbe troppo tempo e troppi altri soldi andrebbero persi

Ha spiegato Crocetta, sottolineando anche come la società gestisca le banche dati di tutta la popolazione siciliana.

Arriva così a conclusione il calvario da disoccupato di lusso di Ingroia. Rimasto fuori dal Parlamento, dopo aver lasciato il posto di inviato Onu in Guatemala, già nei mesi scorsi si era accordato con Crocetta, che in quel caso lo voleva a capo della società che si occupa della riscossione dei tributi nell'isola. Ma il Csm negò il permesso, visto che i magistrati non possono ricoprire incarichi amministrativi. Da lì la destinazione ad Aosta, rifiutata da Ingroia che quindi è decaduto da magistrato e ora può correre ad abbracciare Crocetta, rientrando in politica dalla porta secondaria.

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