Tapie rilancia e denuncia il fisco francese per discriminazione e concussione

Energiche strategie di riposta per il vituperato Bernard Tapie.

La miglior risposta è l'attacco, e la tecnica militarizzante sembra davvero averla ben integrata Bernard Tapie, che sulle pagine di Libération di stamani appare in veste di vendicatore e neanche troppo mascherato, apertamente schierato contro l'erario d'oltralpe, reo di qualche imprecisione che potrebbe risultare davvero utili al Tapie. La vecchia volpe, sottoposta al sequestro preventivo dei suoi, peraltro estremamente numerosi, beni non sembrerebbe essersi lasciata intimidire dalla fermezza dei giudici e, dopo aver fatto tremare il paese chiamando in causa qualche colonna come l'ex-presidente Sarkozy e l'attuale Direttrice del FMI Lagarde, approfitta di un vecchio affaire di ritardi amministrativi, per affilare la sempre appuntita, e altrettanto velenosa, lancia, sulla quale sta affissa stavolta un'accusa di discriminazione e concussione, diretta alla Direction générale des impôts, tacciata di aver percepito o cercato di percepire, somme non dovute.
I fatti risalirebbero alla fine del 1994, quando l'uomo d'affari viene dichiarato in fallimento personale, seguito tre mesi dopo dalle sue holding, e di conseguenza sottoposto a tutela, ma il fisco dimentica inizialmente di reclamare i suoi crediti nei termini, rifacendosi poi attraverso due notifiche dirette ad alcuni averi immobiliari, per un montante non trascurabile di 15 milioni di euro. Eh zac, ecco aperta una porticina che Tapie conta di forzare a colpi di grimaldello se necessario, per ritardare il complesso insieme così descritto in un estratto dell'articolo del sopracitato quotidiano con la consueta ironia:

Nella sua denuncia penale, Bernard Tapie sbandiera un vizio di forma: avendo contestato il suo adeguamento fiscale, non può essere privato dei suoi beni prima che la giustizia amministrativa non decida definitivamente a proposito della controversia - un modo di guadagnar tempo che praticano molti richiamati all'ordine dal fisco. E ha un argomento di peso: "I coniugi Tapie sono in liquidazione giudiziaria", scrive il loro avvocato. In altre parole, il fisco avrebbe ancora sbagliato sportello. Fatalitas!

La singolare mistura di intrighi politici, personalità strabordante, talento affabulatorio, passione sportiva e intermezzi recitativi, potrebbe salvarlo anche stavolta, nonostante sia ormai evidente a tutti che sotto c'è del torbido, e lo si evince da parecchi segnali, primo tra tutti la capacità di scamparsela miracolosamente da certe questioni oltremodo spinose, che avrebbero indubbiamente distrutto qualsiasi altro personaggio non dotato di medesima faccia tosta, sangue freddo e ammanigliamenti del caso.

Foto by FRED DUFOUR/AFP/Getty Images. Tutti i diritti riservati.

Via | liberation.fr

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