Netanyahu alla Ue: "Non accetteremo alcun diktat esterno sui nostri confini"


La direttiva Ue, che vieta forme di cooperazione tra colonie israeliane e Stati membri dell'Unione, non smette di far discutere.

Dopo le prime reazioni a caldo, da parte di esponenti del governo israeliano, arriva anche quella del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Come riportato dall'Agenzia Agi, Netanyahu si è così espresso sulla decisione dell'Unione Europea:

Non accetteremo alcun diktat esterno sui nostri confini. Quello dei territori e'un argomento che potrà essere deciso solo in negoziati diretti tra le parti. Mi sarei aspettato da chi abbia a cuore la pace e la stabilità nella Regione che si dedicasse alla questione solo dopo aver risolto problemi regionali un po' più urgenti

La reazione ferma del capo del governo è dovuta a due aspetti che sono implicati nella vicenda. In primo luogo, Netanyahu, è preoccupato per il danno economico: tutti gli accordi di finanziamento tra Ue e Israele, dal 2014 in poi, subiranno inevitabilmente un netto ridimensionamento. Ricordiamo che l'Unione Europea importa dalle colonie beni (in particolare prodotti agricoli e hi-tech) per circa 287 milioni di dollari l'anno.

Il secondo aspetto da tenere presente è quello della questione territoriale. Tutti gli Stati della Ue, con la decisione di non cooperare con le colonie, hanno rimarcato come Cisgiordania, Gerusalemme Est e Alture del Golan siano da considerarsi, a tutti gli effetti e senza ambiguità, territori occupati. "L'Unione europea ha chiarito che non riconoscerà alcun cambiamento fuori dai confini del 1967", si legge in una copia delle linee guida. Questa dichiarazione è una prima decisa risposta alla politica nazionalista che Israele sta conducendo, senza grossi ostacoli, da tempo e di cui i media si occupano poco.

Di tutt'altro segno la reazione Palestinese per la decione della Ue. Hanan Ashrawi, del Comitato esecutivo dell'Olp, ha espresso molta soddisfazione. Come riportato dal Jerusalem Post, per Ashrawi, l'Unione Europea ha fatto una scelta politicamente efficace che potrebbe avere un impatto positivo sul negoziato bilaterale.

Intanto l'offensiva territoriale di Israele non si ferma. Oggi sarà approvato un progetto che renderà possibile la costruzione di 1.071 nuove case nelle colonie di Galgal, Almog, Kfar Adumim, Kochav Yaacov e Shilo.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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