Caso Shalabayeva: chi è Mukhtar Ablyazov?

Ex delfino del dittatore kazako Nazarbaev, ha fondato un movimento di opposizione ed è accusato di frode internazionale


Il caso della deportazione forzata di Alma Shalabayeva e della figlioletta Alua dall'Italia ha portato all'onore delle cronache un nome che altrimenti sarebbe rimasto sconosciuto ai più, confinato nei report di chi si occupa di diritti umani e di politica estera: quello di Mukhtar Ablyazov, "dissidente kazako", secondo le associazioni umanitarie, "criminale collegato al terrorismo internazionale" secondo le autorità del Kazakistan. Ma chi è davvero Ablyazov?

50 anni, nato nel sud del Kazakistan, si è laureato in fisica teorica e nel 1992 entra nel mondo imprenditoriale fondando la Astana Holding. Sei anni dopo, assieme a una cordata di imprenditori, acquista la TuranAlem Bank appena privatizzata, poi nota come BTA Bank, con un capitale di 72 milioni di dollari. Sempre nel 1998, dopo essere stato nominato capo della compagnia elettrica kazaka, viene scelto dal presidente Nazarbaev come ministro dell'Energia e dell'Industria, ruolo di primo piano nell'esecutivo del Kazakistan, ricco di risorse energetiche.

L'idea di Nazarbaev era quella di creare una nuova generazione di politici-businessmen kazaki in grado di portare il paese ad affrontare le sfide del XXI secolo, e Ablyazov era l'uomo di punta. L'idillio dura poco, perché nel 2001 Ablyazov, assieme ad altri favoriti del regime, fonda il movimento DCK (Scelta Democratica per il Kazakistan) e passa all'opposizione lasciando il governo. Da quel momento viene considerato un dissidente e la vendetta del dittatore non tarda ad arrivare: nel 2002 Ablyazov viene accusato di abuso di potere, arrestato e condannato a sei anni di carcere. In carcere pare che Ablyazov sia stato sottoposto a torture e pestaggi, fatto che ha portato Amnesty International e il Parlamento europeo a fare pressioni per la sua liberazione, avvenuta nel 2003 con l'obbligo di lasciare il paese e rinunciare all'attività politica. Ablyazov si trasferì a Mosca mentre il compagno di partito Altynbek Sarsenbaev, anch'egli rilasciato, continuò a fare politica e venne assassinato nel 2006.

Ablyazov a Mosca riprende invece la sua attività imprenditoriale e nel 2005 diventa capo del board della BTA Bank. Oligarca e miliardario, finanzia i movimenti di opposizione a Nazarbaev e sfugge in più occasioni a diversi tentativi di omicidio, mentre suo figlio sfugge a un tentato rapimento. Dopo questi eventi, Ablyazov si trasferisce a Londra, ma la Gran Bretagna in un primo momento si rifiuta di concedergli lo status di rifugiato politico (si dice per le pressioni kazake), status che arriverà solo nel 2011. Nel frattempo, però su Ablyazov piomba l'accusa di aver sottratto 4,6 milioni di euro. Su di lui pende tuttora un mandato di cattura internazionale emesso dal Kazakistan e valido anche in Russia.

La vicenda per cui è accusato ha contorni poco chiari ed è ancora oggetto di indagine da parte dell'Alta Corte britannica: Ablyazov nega ogni addebito spiegando che si tratta di una cospirazione di Nazarbaev, che ha riacquistato il controllo della BTA, ma molti aspetti sono ancora oggetto di indagine. Da diversi mesi Ablyazov è irreperibile, ha lasciato Londra e si pensava potesse essere in Italia, dove avevano trovato rifugio la moglie e la figlia. Parla attraverso i suoi avvocati, la pagina Facebook e il suo sito internet.

Foto: mukhtarablyazov.org

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