Caso Kazakistan: chi è il dittatore kazako Nursultan Nazarbaev?

Chi è il Presidente kazako Nursultan Äbişulı Nazarbaev? Un uomo dai tanti amici ed un solo nemico: l'OCSE

Nursultan Äbişulı Nazarbaev (in kazako Нұрсұлтан Әбішұлы Назарбаев) è il presidente del Kazakistan dal 24 aprile 1990: negli ultimi 23 anni il paese dell'ex blocco sovietico ha conosciuto una vera e propria impennata economica, dovuta in larga parte ai ricchissimi giacimenti di gas naturale del sottosuolo: il benessere kazako però non ha portato vento di democrazia che, se possibile, è ancor meno garantita che non durante la cortina di ferro.

Nato a Čemolgan il 6 luglio del 1940, Nazarbaev è stato membro del Partito Comunista Kazako, posizione che gli ha permesso, nel 1984 e fino al 1989, di divenire direttore generale del Consiglio dei ministri della Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan sotto il governo di Dinmuchamed Kunaev (che dominava le steppe con il beneplacito di Mosca).

Nel 1986 Nazarbaev mise in atto la prima mossa nella partita a scacchi che lo portò alla presidenza kazaka: durante la sedicesima sessione del Partito Comunista criticò pesantemente Askar Kunaev, fratello Dinmuchamed Kunaev, colpevole secondo Nazarbaev di non aver intrapreso la riforma dell'Accademia delle scienze. Questo creò una profonda spaccatura nel Partito: da un lato Kunaev, che per la collera volò a Mosca e chiese l'abiura e la rinuncia ad ogni aspirazione al potere di Nazarbaev, il quale rimasto in patria raccoglieva consensi dentro e fuori il Partito.

Gorbaciov però preferì fare da solo: depose Kunaev e nominò il russo Gennadij Kolbin a capo del Governo, provocando però la rivolta chiamata "Zheltoqsan", tre giorni di proteste (probabilmente eterodirette) che portarono, nel settembre 1989, alla presa del potere da parte di Nazarbaev, che divenne Primo Segretario del Partito Comunista Kazako.

Solo due mesi dopo cadde il muro di Berlino e il castello di carte e propaganda dell'ex Unione Sovietiva; la carica di Presidente venne creata ad hoc il 24 aprile 1990 ed ebbe così inizio la storia della Repubblica del Kazakistan, dichiarata definitivamente indipendente dall'URSS il 16 dicembre 1991.

Il 1 dicembre 1991 intanto i cittadini kazaki elessero Nazarbaev alla presidenza, mandato prorogato con un referendum nell'aprile del 1995 (fino al 2000); sotto pressioni internazionali, il Presidente (oramai dittatore) organizzò nuove elezioni già nel gennaio 1999 e, nuovamente, nel dicembre del 2005.

In particolare, l'elezione del 2005 è stata bollata dall'OCSE come fortemente antidemocratica: l'organizzazione internazionale segnalò intimidazioni ai seggi, violenze, pressioni, una propaganda spietata e una repressione fortissima degli oppositori (uno di questi addirittura suggerì, da candidato, di votare Nazarbaev).

"Ho visto i sondaggi fatti da una autorità indipendente che ti hanno assegnato, Nursultan, il 92% di stima e amore del tuo popolo. E' un consenso che non può non basarsi sui fatti."

Queste le parole di Silvio Berlusconi nel 2010, parole che oggi fanno discutere (meno di quanto non di dovrebbe): la schiacciante maggioranza di Nazarbaev del 91,15% (su un totale di 6.871.571 partecipanti al voto) fu invece aspramente criticata dall'OCSE.

Nel frattempo la dittatura si rafforza: il controllo sui media è sempre più pressante e l'informazione, storicamente blanda, kazaka diventa sempre più uno strumento di propaganda; sotto altri aspetti il controllo del consenso è tenuto, dal Presidente Nazarbaev, anche grazie alle riforme economiche ed all'impennata di benessere in Kazakistan, che ha letteralmente rivoluzionato un paese che fino a 20 anni fa era profondamente rurale.

Oggi il Kazakistan riflette due mondi tanto differenti da essere perfettamente coincidenti: a cavallo tra Asia ed Europa, proprio sopra il Medio Oriente, la posizione geografica rende questo paese un vero e proprio crocevia di culture, fortemente stimolate e tutelate dal regime kazako.

Il problema, in particolare, è legato ai diritti civili: in un paese dove basta il sospetto di qualche zelante funzionario per finire incarcerati per mesi, senza processo, la stortura dei diritti civili ed umani è tuttavia argomento di discussione (fuori) dal Paese.

"Nelle elezioni del 2011 vince con un consenso addirittura maggiore: Le elezioni avvenute in Kazakistan e che hanno visto una vittoria quasi plebiscitaria di Nursultan Nazarbayev sono state carenti di standard genuinamente democratiche perchè le riforme necessarie ancora devono materializzarsi."

Il giudizio dell'OCSE su quelle elezioni non fu idilliaco: l'ambiente politico-elettorale non competitivo, i media reticenti, l'atmosfera definita "restrittiva" che addirittura incoraggia ancora oggi una vera e propria autocensura dei media, lasciarono pochissimo spazio all'immaginazione degli ispettori internazionali.

Nonostante i giudizi dell'OCSE, che oggi punta anche il dito sul trattamento riservato ai dissidenti al regime, come l'oligarca Mukhtar Ablyazov, Nazarbaev è stato capace di tessere relazioni commerciali, economiche, finanziarie e di amicizia degne di un ente internazionale di prima fascia.

Per questo, dal 1990 ad oggi, ha stretto accordi importanti, in particolare sullo sfruttamento del gas kazako, anche con il colosso italiano Eni (leggete questa monografia sull'accordo, c'è anche un pezzo del ministro degli esteri Emma Bonino, oltre che l'editoriale di Scaroni) ed è stato insignito anche di importanti onorificenze da parte di molti paesi amici: tralasciando le onorificenze sovietiche e kazake e quelle dei regimi autoritari ed antidemocratici, o dei paesi a democrazia sospesa (Russia, Ucraina, Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Uzbekistan) ecco l'elenco di tutti i riconoscimenti internazionali a Nazarbaev.

Vanta il titolo di Cavaliere di Gran Croce decorato al Gran Cordone dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, la più alta onorificenza che la Repubblica di cui sono cittadino può concedere, conferitagli da Oscar Luigi Scalfaro nel 1997. Non solo: dal 2001 è anche Cavaliere di Collare per l'Ordine Piano della Santa Sede (il primo ordine cavalleresco attualmente conferito dalla Santa Sede apostolica)

"Per abilità e talento nel governo e in segno di gratitudine per la calorosa accoglienza ad Astana di Sua Santità Giovanni Paolo II"

Nazarbaev è anche Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria, 2000), Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio, 2006), Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia, 2001), Comandante di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia, 2009), Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia, 2008), Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Grecia, 2001), Cavaliere di Gran Croce della Corona di Quercia (Lussemburgo, 2008), Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito, 2000).

Proprio nei giorni della "deportazione" di Alma Shalabayeva ha ricevuto ad Astana il primo ministro Britannico David Cameron.

Nazarbaev e Silvio Berlusconi

Nazarbaev

Nazarbaev e Silvio Berlusconi
Nazarbaev e Teyyp Erdogan
Nazarbaev e Francoise Hollande
Nazarbaev e Mariano Rajoy
Nazarbaev e il Re di Spagna Juan Carlos
Nazarbaev e Deng Xiaoping
Nazarbaev e Josè Manuel Barroso
Nazarbaev e Vladimir Putin
Nazarbaev e David Cameron

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