Salvatore Ligresti e famiglia: lussi e privilegi pagati da Fonsai

Gli ottocento milioni di euro di disavanzo nella riserva sinistri non hanno impedito a Don Salvatore e figli di concedersi macchine, case, corti personali, ecc. ecc. Conquistati come benefit aziendali.

Che il buco nelle riserve sinistri, alla base dell'arresto di Salvatore Ligresti e famiglia, fosse di 800 milioni di euro lo sapevano tutti in Fonsai, secondo gli inquirenti. Nonostante questo né Don Salvatore né i figli hanno mai pensato di rinunciare ai loro molteplici lussi e privilegi, tutti pagati dall'azienda.

Il presidente onorario Salvatore Ligresti aveva un compenso da decine di milioni di euro (nonostante fosse solo presidente onorario, visto che un condannato non può guidare una società assicurativa), ai quali vanno aggiunte dieci persone del suo staff personale tra autisti e segretarie; una foresteria a Milano e tre auto. Tutto intestato a Fonsai.

Niente male neanche la situazione dei tre figli: Jonella si circondava di uno staff di cinque persone, un ufficio a Milano e una casa a Roma, più - per gradire - sei auto. Giulia aveva attorno a sé otto persone, di cui quattro - pur essendo dipendenti Premafin - lavoravano per Gilli, la sua società di moda. Aggiungiamoci uffici e casa a Milano e cinque auto.

Infine Paolo, l'unico che ieri non è stato trovato ed è attualmente ricercato: per lui la bellezza di nove auto, uno scooter, uffici e casa a Milano e otto persone di staff personale. Tutti lussi conquistati - come racconta il Corriere della Sera - attraverso dividendi e benefit aziendali.

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