Imu e Iva: il vertice di maggioranza e le misure da prendere

Il premier Letta, i capigruppo di Pd e Pdl e il ministro Saccomanni predono parte alla cabina di regia per decidere delle misure economiche. Presente anche Alfano.

Crisi di governo?

Aggiornamento ore 13.14 Ecco le prime parole, in un comunicato firmato Palazzo Chigi - su quanto discusso da Enrico Letta e i capigruppo della maggioranza nel vertice su Imu e Iva: "Bisogna accelerare il pagamento dei debiti della P.A. entro il 31 agosto e fornire soluzioni strutturali per il superamento dell'Imu sulla prima casa. Inoltre individuare le coperture per evitare l'aumento dell'Iva e attuare provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali e per la questione esodati".

Il vertice di maggioranza su Imu e Iva

Le tensioni sul caso Kazakistan stanno tenendo il governo - e in particolare il ministro degli interni Alfano - sotto scacco; nonostante questo il premier Letta e i capigruppo di maggioranza hanno dato il via alla cabina di regia a Palazzo Chigi per parlare dei nodi di Iva e Imu.

La rata estiva dell'Imu è stata sospesa, ma come si sa il Pdl insiste per la completa cancellazione della tassa sulla casa. Se ne parlerà proprio in questo vertice, anche se è difficile immaginare che si capisca come e dove trovare le risorse su un punto che provoca le tensioni più alte tra Pd e Pdl. Qualche proposta però c'è, e la presenterà il ministro Saccomanni per poi sottoporle all'attenzione dei presenti alla cabina di regia.

Ma quali sono queste proposte? L'Ansa parla di un "innalzamento della franchigia a 600 euro, di una rideterminazione delle case di lusso, dell'introduzione di una service tax che comprenda anche la Tares". Tutte ipotesi per cui Saccomanni ha trovato la copertura, anche se si sa che questo confronto non può che essere solo interlocutorio, vista che l'Imu dovrebbe essere soggetto a una riforma complessiva da concludere entro agosto.

C'è poi il punto Iva: se ne doveva parlare il 10 luglio, ma poi le questioni sul Processo Mediaset hanno fatto slittare il tutto. Si parla di un altro rinvio, dopo quello di tre mesi deciso a giugno, ma costerebbe un miliardo di euro che potrebbe essere coperto solo da nuovi tagli. Tagli che avrebbero conseguenze definitive per coprire un rinvio, e un aumento dell'Iva che comunque prima o poi arriverà e toccherà pagare.

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