Giornata Mondiale della Gioventù: Aumenta la tensione tra Roma e Brasile


Si avvicina il 22 luglio, data in cui avrà inizio al Giornata Mondiale della Gioventù a Rio De Janeiro. Tra governo brasiliano e Santa Sede è sempre più palpabile una tensione reale, facile da decifrare dietro la pacatezza del linguaggio diplomatico.

Una netta differenza di vedute su come gestire la sicurezza di Papa Francesco si va palesando sempre di più con il passare dei giorni. I servizi segreti brasiliani hanno già lanciato l'allarme. La visita del Papa potrebbe avere l'effetto di riversare nelle piazze e nelle strade manifestazioni di protesta imponenti. Questo timore ha spinto le autorità ad incrementare il numero di poliziotti e militari, che hanno il compito di proteggere il pontefice, da 10000 a 140000 unità. Tradotto in parole povere: la città di Rio sarà militarizzata per l'evento.

A Roma, il portavoce del Papa, Federico Lombardi, si è limitato a rinnovare la piena fiducia nelle autorità del Brasile, ma allo stesso tempo ha rimarcato che non ci saranno cambi di programma durante la visita. Dunque, la proposta del governo di Brasilia di modificare alcune tappe dell'itinerario papale per motivi di sicurezza sono stati respinti.

Secondo quanto riportato da El Pais, l'idea di spostare l'incontro del Papa con il Presidente Dilma Rousseff, il governatore di Rio Sérgio Cabral e il sindaco Eduardo Paes, dal Palacio de Guenabara (sede del governo dello Stato di Rio) all'aeroporto di Galión, sarebbe stata respinta con forza da Roma. Ciò mette in seria difficoltà il governo brasiliano, perché è molto probabile che, durante l'incontro tra Bergoglio e le autorità, il Palazzo del governo sarà circondato da imponenti manifestazioni e a quel punto le forze dell'ordine dovranno contenere la folla ma di certo non potranno scegliere opzioni repressive.

Da Roma il concetto che è stato più volte ripetuto è molto chiaro: le proteste non sono contro il Papa ma contro i politici. Il Cardinale di San Paolo, Odilo Scherer, ha anche voluto specificare che "il Papa appoggia le rivendicazioni sociali dei giovani", come dire che non ci saranno compromessi diplomatici sulla sua visita.

Francesco ha anche fatto sapere che non desidera uomini armati di fucile vicino a lui quando attraverserà le strade di Rio. La risposta di Gilberto Carvalho, Ministro della segreteria generale della Presidenza della Repubblica, è stata quasi provocatoria: "Sarà la gente che proteggerà la vita del Papa Francesco"

Il Cardinale Brasiliano, Cláudio Hummes, grande sostenitore dell'elezione di Bergoglio al soglio pontificio, ha sussurrato al Papa in conclave "ricordati dei poveri". Pare che il Papa abbia fatto proprio questo suggerimento e che in Brasile la sua vicinanza alle istanze sociali sarà molto forte.

D'altro canto, qualche dubbio sulle posizioni di Roma, inerente alla questione della sicurezza, non può non essere sollevato.
Il Vaticano sa che potrebbero prodursi disordini che metterebbero in seria difficoltà le autorità brasiliane, eppure non cede su alcun cambiamento logistico. Bergoglio, inoltre, sa perfettamente che qualunque cosa accada la sua immagine ne uscirà rafforzata, mentre se qualcosa dovesse andare storto nella gestione dell'evento a rimetterci sarebbe il Presidente in prima persona. Mettersi dalla parte dei poveri e delle reti sociali, obbligando il governo a cambiare rotta, ci pare una cosa nobile. Ma bisogna stare attenti, perché se invece l'intenzione, non dichiarata, fosse quella di erodere ulteriormente il consenso del Presidente Rosseff, allora non siamo tanto certi che si farebbe un piacere agli indigenti brasiliani. A quel punto da qui ad un anno quale sarebbe l'alternativa per il Brasile? Un governo liberista? E che effetti avrebbe sull'area latinoamericana un cambio di governo? Insomma sarebbe a nostro avviso un errore trasformare quello che è un viaggio a Rio nel 2014 in un viaggio in Polonia nel'78. Staremo a vedere.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO