Royal Baby: la linea di successione al trono britannico

Il figlio di William e Kate sarà il terzo in linea di successione. Nel 2011 è stata modificata la legge sugli eredi al trono


Il Regno Unito aspetta con impazienza la nascita del Royal Baby, il figlio di William e Kate che si inserisce di diritto nella linea di successione. Linea di successione piuttosto affollata, visto che il Royal Baby ha davanti a sé una regina ben salda sul trono e altri due eredi scalpitanti e, a meno di colpi di scena, ci vorrà molto prima di vederlo con la corona. Per questo parlare di "successione" è quantomeno prematuro, anche se poco meno di due anni fa, ben prima che l'erede fosse concepito, il Parlamento ha pensato bene di legiferare in merito. Ma come funziona la linea di successione al trono britannico?

Pochi lo sanno, ma formalmente è il Parlamento a nominare l'erede al trono: questo perché l'Act of Settlement del 1701 stabilisce i requisiti per entrare nella linea dinastica, e quindi al Parlamento spetta il compito di farlo rispettare, impedendo, per esempio che entri nella successione un cattolico, o chi sposa un cattolico, o chi è nato da genitori non sposati. Di fatto, quindi, la linea dinastica è ben chiara e dà la precedenza agli eredi diretti, in base al sesso e all'età. Quando un erede diretto ha un figlio, questo ne continua la linea di successione: ecco perché il Royal Baby "scavalca" il principe Henry, che finora veniva dopo William.

Non dimentichiamoci però di Carlo. L'unico vero Principe di Galles (il titolo che spetta al principe ereditario) è infatti il figlio 65enne della Regina Elisabetta, in attesa di succederle ormai da più di mezzo secolo (aveva 10 anni quando venne formalmente nominato Principe di Galles). Elisabetta II, che ha compiuto da poco 87 anni, di cui 61 di regno, non sembra però intenzionata a mollare le redini del regno, quantomeno non di sua spontanea volontà. L'abdicazione non è mai stata presa in considerazione (al contrario di quanto fatto pochi mesi fa da Beatrice d'Olanda e da Alberto del Belgio), e la sovrana sembra godere di una salute di ferro.

Ma d'altro canto anche William, con i suoi 31 anni, rischia di dover aspettare quanto e più del padre di salire al trono. E questo nonostante l'opinione pubblica britannica vedrebbe di buon occhio una successione regale che passasse da Elisabetta a William scavalcando Carlo, mai troppo amato dai suoi sudditi soprattutto dopo il divorzio da Diana, la morte della principessa e le seconde nozze con Camilla. E d'altronde l'idea stessa di Camilla a Buckingham Palace fa storcere il naso a molti. E allora, visto che William non è più un ragazzino, è sposato, ha un figlio e ha svolto i suoi doveri militari, perché non potrebbe diventare re? Carlo ha sempre fatto capire di non avere alcuna intenzione di rinunciare ai suoi diritti di principe ereditario, e d'altronde, dopo aver aspettato tanti decenni, abdicare lo trasformerebbe in un personaggio tragicomico. Però sono passati i tempi delle monarchie assolute, e oggi anche i re devono confrontarsi con l'opinione pubblica, e quando la Regina passerà a miglior vita, è probabile che più di qualcuno consiglierà a Carlo di farsi da parte.

Anche perché è vero che la monarchia è un'istituzione fondamentale nel Regno Unito, ma è anche vero che negli ultimi anni sono aumentate le voci a favore di un suo superamento, vuoi per mera modernizzazione, vuoi per risparmiare (l'appannaggio della Royal Family è tuttora una delle voci di bilancio più ingenti per l'Inghilterra). E, secondo i bookmaker, salgono le quote per una fine della monarchia dopo la morte di Elisabetta, soprattutto se l'erede al trono sarà Carlo. Anche se il matrimonio di William e Kate, e ora la nascita del Royal Baby ha sicuramente aumentato la simpatia nei confronti dei reali, il possibile passaggio a un sistema di governo diverso è sempre all'ordine del giorno (visto che che i poteri del Sovrano sono ormai solo formali e di rappresentanza).

E forse fa parte di una moral suasion per convincere Carlo a passare la corona a William che, pochi mesi fa, il Parlamento britannico ha apportato una modifica alla linea di successione per eliminare la distinzione di genere dell'erede al trono: in pratica, la vecchia versione prevedeva la legge salica, ovvero i figli maschi venivano prima delle femmine anche se nati dopo. Ora invece conta l'ordine di nascita indipendentemente dal sesso. Quindi il Royal Baby sarà automaticamente il terzo in linea di successione sia se sarà maschio, sia se sarà femmina. Viceversa, secondo la vecchia legge, nel caso fosse nata una bambina sarebbe potuta essere "scavalcata" dalla successione se dopo di lei fosse nato un maschio.

Una curiosità: se questa nuova legge che regola la linea di successione fosse stata applicata anche in passato, non avremmo avuto due dei re più controversi della storia inglese: Enrico VIII, il sovrano dalle sei mogli, e Carlo I, condannato a morte per alto tradimento. Entrambi avevano delle sorelle maggiori. Non sarebbe diventato re neppure Edoardo VII, figlio della regina Vittoria: al suo posto la sorella Vittoria, che sposò Federico III, imperatore di Germania. In questo modo, il loro figlio Guglielmo II (ultimo imperatore tedesco) avrebbe regnato sia sulla Gran Bretagna sia sulla Germania.

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