19 Luglio 1943: settantesimo anniversario del bombardamento di San Lorenzo. Il ricordo di Marino


Ieri mattina, in occasione delle commemorazioni del bombardamento di San Lorenzo, il neo sindaco, Ignazio Marino, ha dichiarato:

La memoria e la storia sono elementi costitutivi del nostro presente. Nella memoria e nella storia sono radicate le nostre origini e i valori della nostra democrazia. E San Lorenzo, medaglia d'oro al valore militare e alla Resistenza, rappresenta la memoria del Novecento, dell'antifascismo e della guerra di Liberazione

Il primo cittadino ha così voluto ricordare quel tragico 19 luglio, intervenendo in un convegno organizzato presso l'Istituto Superiore di Sanità, ubicato nel quartiere di Roma devastato dal primo bombardamento degli Alleati.

A San Lorenzo, per la ricorrenza, è prevista una quattro giorni di incontri, mostre e concerti per tenere viva la memoria di quella durissima operazione militare che colpì Roma con più di tre mila morti (di cui la metà nella sola San Lorenzo).

Il quartiere nel tempo non ha smarrito la sua identità, rimanendo un punto di riferimento per la Roma antifascista. E' frequente entrare in negozi o in centri sociali che espongono foto di quel 19 luglio 1943 e per il sottoscritto, che per un po' ci ha vissuto, è stato facile constare come una certa "tradizione orale" della vicenda, ancora nei primi anni del duemila, non si fosse interrotta.

Ricordiamo che il bombardamento segna una tappa fondamentale della disfatta fascista e manifesta tutta la mediocrità strategica e militare di Benito Mussolini.
Il 19 luglio 1943, il duce si trovava a Feltre con Hitler. Il Capo di Stato Maggiore, il generale Ambrosio, aveva fatto pressioni su Mussolini affinché facesse presente all'alleato tedesco che la situazione si era fatta insostenibile e che l'Italia avrebbe trattato un'uscita onorevole dal conflitto. Il duce, invece, resterà muto dinanzi al rimprovero di Hitler per il comportamento di alcuni comandi italiani e per i rovesci militari in Africa e in Sicilia. Inoltre accetterà tutte le condizioni poste dal Führer, che voleva resistere ad oltranza in Italia per tenere lontana la guerra dalla Germania. Quando, nel corso del convegno, viene comunicato a Mussolini che i bombardieri americani stanno colpendo la capitale, questo si limiterà a passarsi il fazzoletto sulla fronte, conscio della gravità delle situazione ma impotente dinanzi al suo alleato.

Vi proponiamo, infine, la bellissima canzone che Francesco De Gregori ha scritto in memoria del bombardamento: San Lorenzo.

"Cadevano le bombe come neve,
il diaciannove luglio a San Lorenzo"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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