Il governo pone la fiducia sul decreto fiscale. Stangata sulle Coop

Oggi alle 13 al Senato si vota sul Decreto sicurezza, ma sarà anche la giornata della prima fiducia richiesta dal Berlusconi quater, indispensabile per abbreviare i tempi e aggirare l'ostacolo dei circa 500 emendamenti presentati dall'opposizione al pacchetto fiscale.

Dei contenuti vi abbiamo già parlato in modo dettagliato nei giorni scorsi; dovrebbero invece emergere alcuni provvedimenti nuovi, stando alle voci che si rincorrono in queste ultime ore. vediamo quali.

Coop e Robin Tax. Della Robin Tax sappiamo tutto, ma per riassumerne lo spirito, l'aliquota Ires salirà dal 27 al 33% per tutte le aziende bancarie, assicurative e petrolifere; inoltre per queste ultime vigerà l'obbligo di mettere a bilancio gli stock a prezzo di mercato e non a prezzo di acquisto (solitamente molto più basso). La novità invece potrebbe essere rappresentata dagli aumenti di tassazione alle Coop, per equipararne in qualche modo il regime fiscale alle aziende concorrenti, con incremento dal 12,5 al 20% di tassa sugli utili e obbligo di destinazione di un ulteriore 5% dei guadagni al Fondo per i più deboli, cioè la famosa carta sociale allo studio per pagare alimentari e bollette.

Innovazione e banda larga. La banda larga e gli impianti wireless vengono equiparati alle opere di urbanizzazione primaria e in quanto tali godranno di facilitazioni burocratiche, come il principio del silenzio-assenso nei rapporti con la pubblica amministrazione, di fronte alla quale sarà sufficiente effettuare una denuncia di inizio attività. Tutto questo per favorire lo sviluppo tecnologico in un settore chiave della comunicazione.

Istituzione tetti di spesa. Le amministrazioni centrali saranno soggette a tetti di spesa che dovrebbero portare un risparmio immediato di 5 miliardi (14 nel triennio), cui aggiungerne altri 20 da pubblico impiego, finanza decentrata, sanità e previdenza. Il risparmio così ottenuto servirà necessariamente anche a contrastare l'aggravio di spesa derivante dall'aumento dei costi previdenziali determinati dal quadro demografico.

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