Movimento 5 Stelle | Casaleggio intervistato da Wired: "Abbiamo voluto perdere"

Ma il guru pentastellato non dice la verità, ci sono le prove.

Wired anticipa sul suo sito l'intervista a Gianroberto Casaleggio, ideologo del Movimento 5 Stelle. Ed evidentemente questi pochi anni di esperienza politica hanno già insegnato una cosa importante al guru pentastellato: non raccontare la verità. Ecco cosa dice il co-fondatore M5S parlando delle amministrative passate:

"Era tutto previsto, abbiamo voluto perdere. Avremmo potuto prendere più voti aumentando il numero di liste, potevano essere il quadruplo, tante erano le richieste arrivate. Ma abbiamo preferito affrontare le elezioni solamente con le liste radicate sul territorio da almeno un paio di anni; quelle che si erano proposte non lo erano".

Peccato che non sia assolutamente vero che si sono affrontate le elezioni solo con liste radicate sul territorio. Un solo esempio per tutti: il Movimento 5 Stelle di Imperia è riuscito a buttare all'aria un clamoroso risultato ottenuto alle politiche raccogliendo solo le briciole. Come mai? Forse perché il candidato sindaco del M5S, Antonio Russo, si era iscritto al partito di Beppe Grillo solo a gennaio. Esatto, a gennaio si iscrive al M5S e a marzo è il candidato sindaco. Non esattamente un grande esempio di "radicamento negli anni". Per il resto, Casaleggio parla delle grandi ambizioni politiche del suo movimento:

"Andare al governo è l’unica cosa che conta. Ci andremo da soli anche grazie alla disgregazione che stanno vivendo per motivi diversi le altre forze politiche. Quindi con il 51% dei voti".

Obiettivo legittimo, per quando difficile da conquistare, soprattutto - secondo Casaleggio - a causa della televisione:

"Una settimana prima del voto, nei nostri uffici lanciammo una scommessa sui risultati del movimento e fui l’unico a dire che saremmo stati il primo partito. Se non è accaduto è stato perché viviamo in un paese come l’Italia in cui i media – in particolare la tv – e i partiti coincidono. Senza la televisione, che influenza il voto come nessun altro mezzo, avremmo preso il 40%"

Infine qualche parole sulla grande utopia dell'imprenditore di internet, la democrazia partecipativa globale: "Un sistema in cui tutti hanno gli stessi diritti civili e in cui ognuno partecipa al bene comune e lo fa perché è giusto. Se fosse così oggi l’Italia sarebbe un paese migliore".

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